Covid-19, Cosa ci dicono i dati dell’Istituto Superiore di Sanità?

Covid-19, Cosa ci dicono i dati dell’Istituto Superiore di Sanità?

 

I dati in analisi provengono dall’Istituto Superiore di Sanità che è un ente con funzione di organo tecnico scientifico del Servizio sanitario nazionale. Svolge ricerche, sperimentazione e controllo per la sanità nazionale italiana. I grafici esplorativi nella figura.1 sono aggiornati al 5 aprile. Il primo dato fornito dall’ISS è il numero di contagi del personale sanitario che è di 12.252 su 120.290 casi totali. Ciò significa che il 10% dei contagi di Covid-19 sono esclusivamente operatori sanitari. Il grafico torta ci segnala che la concentrazione maggiore del virus è tra i 51 ed i 70 anni con una età media di individui soggetti a contagio che si aggira su 62 anni. Resta nettamente inferiore la fascia di età 1-18 anni che ha l’1.5% di contagi. 

La ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità su effetti e sintomi del Coronavirus

L’Istituto ha condotto una ricerca su un campione di 47.457 casi per capire gli effetti ed i sintomi del virus su pazienti affetti. Su una scala da 1 a 100, il 7.9% è totalmente asintomatico, quasi il 40% mostra sintomi lievi, il 16% è poco sintomatico, il 19.7% è severamente sintomatico e il 2.8% è critico, ha, quindi, bisogno della terapia intensiva.

Riepiloghiamo i sintomi da Covid-19 che sono tosse, febbre, stanchezza, difficoltà respiratorie(nei casi più gravi).

Le regioni più colpite sono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna. I dati di nuovi contagi sono lievemente in discesa negli ultimi 4 giorni come si vede nel grafico grigio-verde. Stando a quest’ultimo, seppur ci troviamo ancora nel periodo di punta dell’epidemia, sembra che il picco assoluto si è avuto tra il 19 e il 21 marzo. 

Una nota dell’Istituto ci chiarisce che si segnala un caso di Covid-19 nel momento in cui il laboratorio analizza un tampone positivo, e prescinde quindi da qualsiasi sintomo o stato di allerta.

Figura.1 (Fonte: Istituto Superiore di Sanità)

Caratteristiche pazienti deceduti positivi al Covid-19

Nella figura.2, abbiamo un’analisi dei decessi da Covid-19 sparsa su territorio Italiano. Le prime quattro regioni per maggior numero di decessi sono Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto. Il numero di decessi sale per gli uomini e scende per le donne. Nella fascia di età 70-79, su 4200 casi, 3150 sono uomini e 1040 donne. Seppur le ricerche sono ancora in corso, si ipotizza che l’aumento negli uomini sia dovuto al sistema immunitario, estrogeni e stile di vita. 

Figura.2 (Fonte: Istituto Superiore di Sanità)

 

Attenzione bisogna prestare alla tabella PATOLOGIE, nella quale sono elencate una serie di patologie che il paziente affetto da Covid aveva al momento del decesso. Urge quindi fare una netta distinzione tra “pazienti morti con corona virus” che ricoprono il 97,2% dei casi e “pazienti morti per corona virus” che ricoprono il 2.8% dei casi totali di decesso.

Pazienti morti CON corona virus, sono i pazienti a cui il Covid-19 è risultato fatale per un quadro clinico già pregresso. Pazienti morti PER corona virus, sono i pazienti con zero patologie pregresse a cui quindi il virus, da solo, è stato fatale. Le statistiche mostrano che il 74% dei deceduti totali aveva da 2 a 3 o più patologie pregresse, mentre il 22,1 aveva una sola patologia pregressa. 

I sintomi, al momento del ricovero sono state febbre, dispnea(difficoltà respiratoria), tosse e più raramente diarrea. Del totale dei decessi, l’Istituto calcola 145 casi sul totale con età inferiore ai 50 anni. I tempi dall’insorgenza dei sintomi al decesso del paziente sono superiori ai 10 giorni. Inoltre, la complicanza che ha portato al decesso, nella quasi totalità dei casi, è la difficoltà respiratoria.

 

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