Decreto Cura Italia. Le misure per risollevare la sanita’

Decreto Cura Italia. Le misure per risollevare la sanita’
Fonte immagine: g2r

Arriva un sostegno reale per la nostra sanità con il decreto “Cura Italia”, che stanzia 3.5 miliardi in più per la protezione civile e la sanità, messa a dura prova dall’emergenza coronavirus.

La pandemia in corso ha messo in luce tutte le carenze di un sistema che dal 2007 al 2017 ha subito continui tagli, i cui risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti i cittadini. Come riporta Quotidiano Sanita’, in dieci anni per far rientrare i conti sono stati chiusi 200 ospedali, persi 45 mila posti letto e si è ridotto di 10 mila unità il personale medico e di 11 mila unità quello infermieristico.
Politiche prive di lungimiranza di cui sono colpevoli le amministrazioni centrali e le regioni e di cui oggi pagano il conto soprattutto coloro che nelle strutture sanitarie e negli ospedali lavorano, con turni stremanti e retribuzioni spesso non adeguate.

Dovere di chi amministra è quello di proteggere il sistema sanitario pubblico, istituito 41 anni fa, ispirato ai principi di uguaglianza ed equità, con l’obiettivo di curare allo stesso modo tutti i cittadini al di la’ del reddito e della provenienza geografica.
Tuttavia, di fronte a indiscusse eccellenze della sanità pubblica, le ombre non mancano, permangono differenze tra le regioni nell’accesso alle cure e ci si scontra spesso con lunghe liste di attesa.

Negli ultimi due anni, però, gli investimenti nel sistema sanitario pubblico sono tornati a crescere, in legge di bilancio sono stato stanziato 4.5 miliardi in più per il triennio 2019-2021.

Nuove importanti misure di sostegno arrivano ora con il decreto Cura Italia, le cui norme sono già in vigore, anche se potranno arrivare delle modifiche con il passaggio parlamentare.

Vediamo nel dettaglio quali sono le norme introdotte e le cifre stanziate per superare le criticità della situazione che stiamo vivendo:

Strutture e reti di assistenza

– Potenziamento delle Reti di assistenza territoriale, attraverso la sottoscrizione di accordi con aziende pubbliche o, in mancanza, con aziende private;

– Deroghe ai regolamenti edilizi durante l’emergenza per la realizzazione di aree sanitarie urgenti;

– Fino al termine dell’emergenza sanitaria, se necessario, la protezione civile potrà requisire da soggetti pubblici e privati beni mobili o immobili, dietro indennizzo, così da equipaggiare ospedali e strutture sanitarie, prevedendo la creazione di nuovi posti letto. Potranno essere requisiti ad esempio gli alberghi, per ospitare i pazienti che hanno superato la fase acuta.

Dispositivi medici e di protezione individuale

– Incentivi per 50 milioni di euro totali in favore delle aziende per la produzione e la fornitura di dispositivi medici e per la protezione individuale, come guanti e mascherine, oggi di difficile reperimento. Ciò avverrà sotto la guida di Invitalia. Tali dispositivi saranno forniti in primis a personale medico, sanitario e sociosanitario;
– Per far fronte alla carenza di mascherine chirurgiche si da’ la possibilità di produrle, importarle e metterle in commercio, in deroga alle normali procedure, facendo un’autocertificazione sugli standard di sicurezza. Spetterà poi all’ Istituto superiore di sanità procedere alla valutazione entro tre giorni;
– Utilizzo di dispositivi come mascherine per lavoratori che non possono rispettare distanza di sicurezza, come ad esempio farmacisti, commessi;

Assunzioni straordinarie medici e operatori sanitari

– Potenziamento delle risorse umane in ruoli dirigenziali e non dirigenziali nelle sedi periferiche del ministero della Salute, così da implementare i controlli igienico-sanitari ad esempio negli aeroporti;

– Incremento di 150 milioni di euro del fondo per incentivi in favore del personale dipendente del SSN, direttamente impiegato nella attività di contrasto al Coronavirus;

– Rafforzamento temporanei dei servizi sanitari delle forze armate, potenziando le risorse umane, con 120 medici militari e 200 infermieri militari in più;

– Assunzione per sei mesi di 200 medici specialisti e di 100 infermieri presso l’Inail per garantire assistenza e cure ambulatoriali agli infortunati sul lavoro e tecnopatici;

– Assunzione di 50 unità nel settore della ricerca presso l’Istituto Superiore di Sanità, per il triennio 2020-2022;

– Possibilità di mantenere in servizio personale medico e sanitario che ha maturato il diritto alla pensione;

– Possibilità di reclutare temporaneamente medici e infermieri che hanno conseguito il titolo all’estero, in deroga alle norme che disciplinano Il riconoscimento;

– La laurea in medicina diventa abilitante all’esercizio della professione di medico-chirurgo, senza necessità di sostenere esame di Stato.

Produzione e sperimentazione di farmaci

-Si autorizza lo stabilimento chimico farmaceutico di Firenze alla produzione e alla distribuzione di disinfettanti e sostanze ad attività battericida per oltre 35.000 litri, con un investimento di 704 mila euro;

– A coloro che lavorano nei settori indispensabili alla produzione di farmaci e dispositivi medici non si applica la quarantena se hanno avuto contatti con persone positive, a meno che non risultino a loro volta positivi al tampone o manifestino i sintomi della malattia;

– Si semplificano le procedure Aifa per la sperimentazione clinica dei farmaci e dei dispositivi medici, per pazienti affetti da covid-19.

Si tratta di un primo passo importante per contrastare l’improvvisa emergenza, al quale, giorno dopo giorno, potranno aggiungersi nuovi provvedimenti.
Proprio ieri il governo ha autorizzato il reclutamento di 300 medici per le regioni del nord, maggiormente colpite dalla pandemia.

 

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