Decreto Cura Italia. 350 miliardi a sostegno delle imprese

Decreto Cura Italia. 350 miliardi a sostegno delle imprese
Fonte immagine: g2r

È stato approvato e presentato il 16 marzo il Decreto Cura Italia. Scritto in pochi giorni, è composto da 122 articoli e stabilisce le misure da applicare nell’ambito strettamente economico-finanziario, sanitario e giuridico.

«Nessuno deve sentirsi abbandonato. Lo Stato è qui: le misure di sostegno e di spinta, inserite in questo decreto, sono la concreta testimonianza della presenza dello Stato», così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte introduce, durante la conferenza stampa di lunedì, il decreto Cura Italia.

L’obiettivo è proteggere imprese, famiglie e lavoratori: «siamo consapevoli che questo decreto non basterà, ma oggi il governo risponde “presente” e risponderà “presente” anche domani».

Il Decreto Cura Italia diventa il modello italiano da emulare

Prima di lasciare la parola al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, il premier Conte non smette di rassicurare i cittadini, ribadendo la presenza e l’impegno del Governo: «possiamo parlare di modello italiano non solo per quanto riguarda la strategia di contrasto alla diffusione del contagio, ma possiamo iniziare anche a parlare di un modello italiano per quanto riguarda la strategia, la politica economica per far fronte a questa grande emergenza economica, appunto, e sociale».

E aggiunge: «siamo stati i primi a mettere in campo qualcosa come 25 miliardi di euro di denaro fresco a beneficio del sistema economico italiano, a beneficio delle imprese e a beneficio delle famiglie e attiviamo flussi per complessivi 350 miliardi. Questa è una manovra economica poderosa».

Anche il ministro Gualtieri definisce il decreto marzo un “decreto consistente”, considerando poi che si tratta del primo intervento, il Decreto aprile, infatti, estenderà con ogni probabilità le misure di marzo.

Quali sono le misure economiche del Decreto Cura Italia

Come ha puntualizzato il ministro Gualtieri, per questo decreto legge il Consiglio dei ministri ha deciso «di utilizzare tutto il limite di indebitamento netto che ci è stato autorizzato dal Parlamento».

Il Decreto Cura Italia è articolato intorno a cinque assi principali:

  1. Il primo capitolo predispone un finanziamento aggiuntivo di circa 3,5 miliardi per il Servizio Sanitario Nazionale, per la Protezione Civile e per gli altri soggetti pubblici, impegnati sul fronte dell’emergenza.
  2. Per il secondo capitolo, riguardante il sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito, sono stati stanziati più di 10 miliardi. Nello specifico vengono estesi gli ammortizzatori sociali per tutte le tipologie di lavoratori dipendenti e coperti tutti i lavoratori autonomi e stagionali con un assegno di 600 euro per il mese di marzo. La stessa misura, ha precisato il ministro dell’Economia, sarà estesa anche ai mesi successivi, ma calcolando l’importo sulla base delle fasce di reddito. Questo secondo capitolo del Decreto Cura Italia inoltre estende il congedo parentale, introduce i voucher baby sitter per i genitori e il sostegno aggiuntivo al reddito, riducendo il cuneo fiscale per il mese di marzo, per i lavoratori che stanno continuando a lavorare in sede perché non possono usufruire del lavoro agile.
  3. Il terzo capitolo è probabilmente il più ampio e prevede una fortissima iniezione di liquidità, pari a circa 350 miliardi di finanziamenti. La mobilitazione dei 350 miliardi estende i finanziamenti e prevede sia il potenziamento del fondo di garanzia, sia la sospensione delle rate dei mutui dei lavoratori autonomi o di chi ha perso il lavoro, attraverso il Fondo Gasparini, come specificato dal ministro Gualtieri. Lo stanziamento dei 350 miliardi ‘a leva’ nasce su proposta di Assoholding, come riportato da Borsa Italiana, e prevede il medesimo meccanismo di finanziamento applicato dalla Germania tramite la Banca KFW. La mobilitazione di questa cifra, come proposto dal presidente di Assoholding, Gaetano De Vito, potrebbe essere veicolata tramite garanzie offerte da Cassa Depositi e Prestiti. È una novità per il sistema economico italiano e introduce un nuovo approccio fondamentale: lo Stato può lavorare a leva, ovvero offrendo garanzie anziché denaro.
  4. Il quarto capitolo prevede la sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi, scadenze e adempimenti, differendo il termine del 16 marzo a venerdì. Prevede inoltre la sospensione della rata fino al 31 maggio per tutte le imprese fino al livello di fatturato di 2 milioni di euro.
  5. Il quinto ed ultimo capitolo del Decreto Cura Italia stabilisce infine il sostegno aggiuntivo a settori specifici, tra cui il personale di sicurezza che affronta l’emergenza, il mercato dei software per promuovere il lavoro agile, nonché la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici.

Eurogruppo, sospeso il Mes

«Su questa strada vogliamo che l’Europa ci segua»: le parole di Conte, durante la presentazione del Decreto Cura Italia, facevano presagire ciò che sarebbe accaduto poco dopo durante la riunione dell’eurogruppo che ha, infatti, deciso di sospendere il Mes. Il Trattato non è stato finalizzato proprio in virtù dell’emergenza epidemiologica.

Come ha poi spiegato il ministro dell’Economia, Gualtieri, lui stesso non aveva il mandato dal Parlamento italiano per finalizzare il Mes, poiché non c’è stato sufficiente tempo per la consultazione del testo.

Gualtieri, in diretta Facebook, ha definito la riunione con l’eurogruppo “positiva”, dichiarando di aver riscosso «pieno consenso da parte di tutti i Paesi europei a mettere in campo tutte le risorse necessarie, tutti gli strumenti utili per affrontare una crisi senza precedenti». La stessa Banca europea di investimenti si è impegnata a mobilitare 20 milioni e altri 10 miliardi per sostenere il credito alle piccole e medie imprese.

In quanto alla presidente della Bce, Crhistine Lagarde, «ha affermato che la Bce è disposta a fare tutto il necessario per evitare ogni frammentazione dell’area Euro».

Per quanto riguarda le spese per contenere l’emergenza del coronavirus sono considerate in regime di flessibilità, quindi scorporate dal calcolo del deficit. A tal proposito la Commissione europea ha deciso di applicare la cosiddetta “general escape clause”, la clausola che consente di sospendere le regole del patto di stabilità.

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