Didattica a distanza: il metodo della Flipped Classroom

Didattica a distanza: il metodo della Flipped Classroom

In questo momento di emergenza sanitaria, il governo ha deciso di attuare un programma di didattica a distanza, per evitare di lasciare gli studenti privi del servizio educativo e consentire agli insegnanti di continuare a svolgere il proprio lavoro.

Sebbene lo scambio interpersonale e la didattica in presenza siano importanti per l’insegnamento, è possibile ricorrere in questo periodo a metodi alternativi, quali il Flip Teaching, ovvero l’insegnamento capovolto, che prevede la creazione di Flipped Classroom, cioè classi nelle quali si ribalta la tradizionale suddivisione delle attività didattiche svolte a scuola e a casa.

In attesa di rientrare nelle aule scolastiche quindi i ragazzi possono iniziare a svolgere le prime fasi di questo metodo didattico, per poi concludere gli step al loro rientro nelle strutture educative. Nella speranza che si ristabilisca al più presto una situazione di regolarità, intanto vediamo insieme in cosa consiste questo metodo e quali accorgimenti bisogna seguire per svolgere al meglio ogni sua fase.

Quando nasce il metodo della Flipped Classroom

Il Flip Teaching trae la sua origine in America, a opera di due insegnanti di chimica del Colorado, Jon Bergmann e Aaron Sams. I docenti, insoddisfatti del metodo tradizionale e auspicando un incremento delle presenze degli alunni in classe, hanno ideato questa nuova modalità di insegnamento nel 2007. A loro si deve la realizzazione di un software al fine di creare documenti in PowerPoint da convertire in formato video e inviare online agli studenti.

Il metodo di Bergmann e Sams ha permesso di rendere interattivo il processo di insegnamento e acquisizione, consentendo anche di recuperare velocemente e agilmente le lezioni perse e dedicare un tempo maggiore al rapporto docente-discente in classe, per mezzo di attività pratiche. Dal Colorado, questa nuova metodologia si espanse fuori dallo Stato e dal Continente, venendo adottata un po’ in tutto il mondo. In Italia, promotore della Flipped Classroom è stato il linguista ed esperto di didattica innovativa Tullio De Mauro.

In cosa consiste e quali sono i vantaggi

Fuori dall’ambito scolastico, il discente viene a contatto con il sapere tramite brevi lezioni video, per poi svolgere in classe delle attività pratiche e dei progetti concreti. In questo modo, è il discente ad avere il controllo sull’insegnamento, accedendo ai contenuti in modo diretto e avendo a disposizione i tempi necessari per lo studio e la successiva valutazione.

L’insegnante diventa una guida, che assegna le videolezioni agli studenti, dando loro la possibilità di informarsi prima sull’argomento che sarà al centro della lezione successiva, che si baserà su attività stimolanti, che avranno alla base le fruttuose modalità di problem solving e cooperative learning.

Fra i vantaggi della Flipped Classroom possiamo annoverare:

  • la maggiore motivazione dei discenti, strettamente correlata all’utilizzo di tecnologie e strumenti multimediali;
  • la flessibilità dei tempi e degli spazi nella fase dell’acquisizione dei contenuti didattici;
  • l’ideazione di percorsi individualizzati;
  • l’utilizzo differente delle ore di lezione in classe, con una modalità più dinamica e coinvolgente;
  • la creazione di un cooperative learning, che metta a contatto i discenti, favorendo la socializzazione e la conseguente acquisizione.

Al contrario, il punto debole principale riguarda in particolar modo l’insegnante e il rischio che docenti non motivati o non opportunamente preparati possano inviare agli studenti materiale di scarso valore didattico o creare attività in classe non funzionali e produttive, impedendo di conseguenza una piena acquisizione da parte del discente, che ha bisogno della giusta motivazione per studiare. Gli alunni, infatti, potrebbero sentirsi smarriti e rischiare di adagiarsi sugli allori, generando un fenomeno di dispersione delle conoscenze.

Al rientro a scuola, per le attività da svolgere in classe si può pensare alla realizzazione di progetti individuali o collaborativi o alla creazione di contenuti da parte degli studenti, quali video, podcast, poster o presentazioni. Per realizzare i video didattici per le attività di insegnamento capovolto, i docenti possono usufruire di qualsiasi strumento a propria disposizione, utilizzando per esempio una fotocamera per la registrazione di se stessi mentre si presentano i contenuti, un software di cattura dello schermo per la registrazione di ciò che si scrive o per la realizzazione di presentazioni in PowerPoint. Infine, il docente può decidere di reperire online materiale valido già realizzato da altri, richiedere il supporto di esperti esterni o ancora invitare gli stessi studenti a creare le videolezioni, motivandoli maggiormente e incrementando di conseguenza il processo di acquisizione.

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