Prostituzione minorile, la crescita della tratta a Roma

Prostituzione minorile, la crescita della tratta a Roma
Fonte immagine: RTM Web

Vite rotte e spezzate, esistenze abusate costrette allo squallore. Sono le storie dei minori sfruttati e confinati dentro appartamenti per prostituirsi. Le loro sono strisce di vita che non vediamo, eppure sono proprio loro a raccogliere e sopportare il rigurgito della bestialità umana più bassa. È sulla loro pelle che rimangono le cicatrici del male altrui.

Il Rapporto di Save the Children sui minori vittime di tratta e di sfruttamento, Piccoli schiavi invisibili 2019, racconta un fenomeno, quello della prostituzione minorile, che sta evolvendo: la prostituzione avviene maggiormente nei luoghi chiusi, in case affittate, dove è più difficile individuare le ragazze e i ragazzi abusati. Si sta abbassando l’età dei minori: a prostituirsi sono anche bambini e bambine di età compresa tra i 10 e i 13 anni.

Violenza e sfruttamento sono le costanti attraverso cui la prostituzione minorile si sta affermando come un business in crescita. Le varie associazione e cooperative attive su questo fronte raccontano alcune di queste storie di violenza, tra queste Civico Zero Roma: «la violenza fisica rappresenta un elemento cardine rispetto alle dinamiche di sfruttamento. Una ragazza rumena raccontava che una sua amica incinta era stata costretta ad entrare in una vasca da bagno piena di acqua e cubetti di ghiaccio, per farla abortite con lo shock termico».

Provare ad uscirne sembra quasi impossibile, come emerge dal racconto di una storia di un’altra ragazza che dopo aver provato a chiedere aiuto alla cooperativa è stata trasferita in un’altra città. “Quando è tornata era terrorizzata e da quel giorno non ci ha più parlato. Quando l’abbiamo rivista sembrava come sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”.

Stando alle stime di Terre Des Hommes, il Lazio è la regione dove si registra l’aumento più significativo, nell’ultimo biennio, in tema di sfruttamento e abuso sessuali su minori.

A fare il quadro della situazione sulla prostituzione minorile per quanto riguarda la diffusione del fenomeno a Roma è stata, pochi giorni fa, la pm Maria Monteleone, che ha riportato alla commissione parlamentare di inchiesta per l’Infanzia e l’adolescenza i numeri di questa piaga: «a Roma nel 2019 abbiamo aperto 31 nuovi procedimenti penali. E negli anni passati c’era stata un’impennata in questa materia dopo la vicenda delle cosiddette baby squillo».

La Monteleone ha definito «inquietante il costante aumento del delitto di adescamento dei minori commesso attraverso la rete internet», portando alla luce «i 117 nuovi procedimenti per l’ipotesi di atti sessuali con minorenni».

I reati relativi all’abuso sui minori di 18 anni comprendono il maltrattamento, la violenza sessuale, l’adescamento, la corruzione e lo sfruttamento sessuale ed economico. Reati questi che nel corso dell’ultimo anno sono aumentati: 900 i bambini ascoltati per casi di maltrattamento e molestie sessuali, 262 i procedimenti penali avviati per pedopornografia e 117 per atti sessuali con minorenni.

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