Sanità, il salasso dei ‘superticket’: richieste prestazioni specialistiche calate del 17%

Sanità, il salasso dei ‘superticket’: richieste prestazioni specialistiche calate del 17%

Sanità, il salasso dei 'superticket'Una riduzione media delle prestazioni erogate a carico del Ssn dell’8,5%, in particolar modo sugli esami da laboratorio, ma soprattutto un crollo del 17% sulle richieste di prestazioni specialistiche erogate nel primo semestre del 2012 dal servizio sanitario nazionale rispetto al primo semestre dell’anno prima a favore di persone che non hanno alcuna esenzione.

È questo il dato che più lascia riflettere sull’attuale situazione del nostro sistema sanitario nazionale. Un crollo causato dall’introduzione della finanziaria 2011, firmata Tremonti, che introdusse il ‘superticket’, ovvero un aumento di dieci euro netti a ricetta. Scopo di questa operazione era compensare un mancato finanziamento al Snn di 830 milioni, ma finora gli incassi sono stati pari a poco più di 244 milioni. Una strategia che quindi non è servita a colmare la mancanza di denaro nelle casse ed ha portato ad una diminuzione della domanda da parte dei cittadini.

A questo quadro si è aggiunta anche la diminuzione di chi è esente al pagamento di ticket, ad oggi solo il 25% degli italiani (dati Agenas), e per il futuro le prospettive non sono affatto rosee: per il 2014 è previsto un ulteriore aumento che potrebbe portare la spesa media sanitaria dagli attuali 150 euro a testa a ben 350.

Giovanni Bissoni, presidente dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che ha elaborato questi dati, ha affermato che si è rinunciato alle prestazioni specialistiche: «per ragioni economiche, o di prestazioni acquistate direttamente dal privato, che le offre a prezzi concorrenziali, ponendo anche problemi in termini di qualità e sicurezza».

Per Bissoni inoltre è fondamentale far si che gli aumenti previsti per il prossimo anno (che potrebbero portare alle casse statali 2 miliardi di euro) vengano bloccati quanto prima: «non sta a me dare soluzioni ma non affrontare questa scadenza imminente è un fatto grave, anche perché l’impatto dei ticket su chi li paga è più pesante dell’Imu o dell’Iva, che stanno avendo tanta attenzione».

Non ci resta che vedere come il neo ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, affronterà la delicata situazione della riforma dei ticket.

 

Enrico Ferdinandi
(Twitter @FerdinandiE)

10 maggio 2013

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