LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ INVECE CHE PENE DETENTIVE O SANZIONI PEUCUNIARIE PER CHI GUIDA IN STATO DI UBRIACHEZZA

di Andrea Marasea

Il presidente della Provincia e il presidente del Tribunale del capoluogo teatino, hanno sottoscritto una convenzione per fare applicare lavori di pubblica utilità, in supplenza della pena carceraria o della sanzione pecuniaria, ai cittadini condannati per conduzione di automezzi in stato di ebbrezza. Si potranno effettuare varie attività lavorative presso la Provincia tra cui:
attività di supporto alla squadra operai provinciali nel servizio di viabilità, spazzamento strade, pulizia di piazze e aree verdi, servizio di manutenzione immobili (scuole);

attività di supporto nell’organizzazione di manifestazioni pubbliche nel periodo estivo ed invernale, attività di promozione culturale e turistica della Provincia  nei progetti di attuazione delle politiche sociali e di tutela ambientale.

Alla firma, sottoscritta nel Palazzo di Giustizia di Chieti, erano presenti, il consigliere provinciale avv. Paolo Sisti, fondatore del progetto, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Chieti, avv. Pierluigi Tenaglia unitamente a sindaci di alcuni Comuni limitrofi e circonvicini che hanno manifestato di voler aderire a tale convenzione. «Si tratta di un’iniziativa di grande valenza – ha spiegato il presidente della Provincia di Chieti – che consente di attribuire alla pena, non soltanto una funzione afflittiva, ma anche rieducativa, così come sancito dalla nostra Carta Costituzionale. Ringrazio il presidente del Tribunale di Chieti per la sensibilità e la collaborazione offertaci per migliorare il testo della convenzione. Le Istituzioni hanno l’obbligo di individuare strumenti concreti per consentire, a chi ha sbagliato, di intraprendere un percorso di effettivo recupero sociale. Mi auguro – conclude  – che anche il legislatore intervenga nel modificare alcune sanzioni: si avrebbe il duplice risultato di alleggerire l’affollamento delle carceri e di far comprendere ai cittadini cosa significa lavorare per riparare ad un errore commesso».

Occorre puntualizzare, però che i c.d. lavori socialmente utili sono stati introdotti a suo tempo con una legge del 2000.  Tale normativa ha attribuito la competenza penale al Giudice di Pace prevedendo quale forma di pena alternativa i lavori socialmente utili. In buona sostanza quindi, tutti devono sapere che la concessione di tali pene alternative è rimessa ad esclusivo giudizio del tribunale/giudice di pace; ciò significa che saranno i giudici ad accertare se questo scambio di sanzione potrà essere applicato. Tutto questo meccanismo per scongiurare timori di diminuzione della deterrenza, visto che sono molto infrequenti i casi in cui tali pene “lavorative” sono concesse in sostituzione.

Ad ogni modo sarà necessario un adeguato periodo di osservazione per valutare l’andamento di tal convenzione tra la Provincia ed il Tribunale di Chieti.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook