Bicicletta contromano? Il Ministero dei Trasporti ribadisce che non si può!!

Il nostro “nuovo” Codice della Strada ed il Regolamento applicativo non lasciano spazio a dubbi sul divieto di circolazione delle biciclette contromano in quanto le considera veicoli a tutti gli effetti.

L’impavido ciclista, però troppo spesso, per non dire sempre, sostiene di essere nel giusto e si risente veicolando improperie occhiatacce e gesti inconsulti.

Ci preme sottolineare però che ci si trova di fronte ad un madornale equivoco!!

L’articolo 143 del Codice della Strada recita: “Chiunque circola contromano è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di 154 euro”, con la decurtazione di 4 punti dalla patente.

 

Quel “chiunque” include le biciclette, senza alcun dubbio, tranne nei casi di transito su piste ciclabili, è ovvio.

Malgrado ciò, ci preme sottolineare che l’equivoco è alimentato da alcuni Comuni, specie al Nord Italia, anche se al Centro si stanno prontamente conformando.

Sotto la freccia su sfondo blu di senso unico o sotto il cartello tondo di senso vietato, viene affisso un pannello integrativo rettangolare con la scritta: “Escluso biciclette”.

Tipico esempio clientelare italiano per avere il consenso elettorale della categoria dei ciclisti.

In Germania ed in Svizzera, ad esempio, esistono altre soluzioni come: 

strade a senso unico particolari in cui le biciclette che vanno contromano dispongono di una corsia protetta e in taluni casi separata; oppure strade riservate ai ciclisti in cui è ammessa la circolazione delle auto nel solo solo senso di marcia delle biciclette.

Va ribadito, comunque, che avere di fronte d’improvviso un ciclista in senso contrario è davvero pericoloso, cosa che molte volte succede in Italia, specialmente in piccoli agglomerati urbani del litorale abruzzese che in estate si riempiono di turisti.

Chi si è trovato a girare per le vie del centro di Roseto degli Abruzzi, ad esempio, si sarà imbattuto in squadre di ciclisti ilari e gaudenti o vecchietti in fase digestiva circolanti contromano per le viuzze perpendicolari in zona municipio;

eppure le solerti amministrazioni si sono premurate con precipue indicazioni di vietare ai pattinatori su rotelle di passeggiare sul lungomare…come se questo fosse il pericolo maggiore.

Nelle città più moderne e meglio organizzate la mobilità dolce; quella delle biciclette e pedoni per capirci, è privilegiata rispetto alle altre modalità di spostamento individuale fornite dalle auto o scooters, incoraggiata da azioni infrastrutturali che con pochi costi portano a considerevoli benefici per la comunità di riferimento. 

Da noi dovrebbe essere privilegiata la percorribilità pedonale mediante una rete capillare di tragitti di notevole qualità, possibilmente con alberi, dopodiché la continuità e la sicurezza dei percorsi ciclabili e la loro connessione diretta con i poli attrattori delle città.

Gli interventi di moderazione del traffico dovrebbero essere in grado di favorire la coesistenza di pedoni, biciclette e automobili, l’allacciamento pedonale alle reti del trasporto pubblico ed ai servizi civici.

Le reti per il traffico lento ed il miglioramento del trasporto pubblico sono aspetti diversi di un’unica politica per mezzo della quale lo spazio urbano delle città di piccola e media dimensione possono migliorare con un ambito di applicazione tipicamente efficace ed efficiente.

Ma purtroppo questa è l’Italia, paese di spaghetti, mandolino e bunga bunga, dove tutto si può fare in virtù del diodanaro, il nostro Paese in troppi settori, è lontanissimo dall’Europa. 

Anni luce di distanza che, fortunatamente, talune città (anche nella nostra Regione) pare vogliano riscattare affrontando il dilemma con un metodo e una visione più europea nonostante i molti ostacoli presenti non solo di carattere normativo.
E’ una sfida non facile, essa necessiterebbe di politiche complesse unite a tattiche di uso dello spazio urbano all’insegna dell’ergonomia.

Un concreto progetto di azioni, investimenti ed interventi nel tessuto urbano porterebbe una chiara riqualificazione delle vie e degli spazi stradali oggi prevalentemente destinati a zona parcheggio rigorosamente a pagamento.

Come è stato trasformato il lungomare do Giulianova?

Un immenso parcheggio a pagamento, fonte di straguadagno per l’amministrazione comunale, una vera pacchia per un folto gruppo di persone..

Sicuramente si troverà una pseudo soluzione obbligando i ciclisti al pagamento di una tassa supplementare per la circolazione sulle piste ciclabili che si andranno a costruire;  la Costituzione italiana già vilipendiata ed offesa verrà ancora maggiormente deturpata intaccando la libertà singola del cittadino a farsi una bella passeggiata in bicicletta, indubbiamente non in contromano però!

Cominciamo porre in campo la trasformazione dello spazio ora dedicato alla sosta (a pagamento) degli autoveicoli in spazio destinato agli spostamenti dei cittadini in bicicletta?

Vediamo come potrebbe trasformarsi una strada riservata alle biciclette in cui però è ammessa la circolazione delle auto in un solo senso di marcia?

Parole al vento…

comunque, per l’incolumità dei ciclisti stessi:

non si va contromano in bicicletta!!


di Andrea Marasea


19 settembre 2011

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