Tre morti sul lavoro in sette giorni: all’Abruzzo il triste primato delle morti bianche

di Patrizia Tarli

Fine agosto e inizio settembre segnato da incidenti sul lavoro – questo il triste primato detenuto dall’Abruzzo nei giorni scorsi.

Ricordiamo l’incidente avvenuto il 31 agosto scorso presso lo stabilimento “De Cecco” di Ortona, laddove Massimiliano Bucci, 35 anni, ha trovato la morte a causa del forte contraccolpo causato dall’azione di un pistone idraulico del macchinario che ha provocato al giovane una lesione fatale alle vertebre cervicali.

Mentre le forze dell’ordine stanno ancora indagando per individuare eventuali responsabilità, un’altra spiacevole vicenda ha avuto come teatro il luogo di lavoro. Vittima sempre un operaio, questa volta di nazionalità rumena, morto nella giornata di ieri a causa di un incidente avvenuto in un capannone di un’azienda agricola di Bugnara (Provincia dell’Aquila). Il giovane stava montando un faro all’esterno del  capannone quando è stato folgorato da una scarica elettrica.

Sempre nella giornata di ieri e sempre in Provincia dell’Aquila un operaio di 46 anni ha riportato un grave trauma cranico a seguito del ribaltamento di un dumper all’interno di un cantiere.

Ed è proprio in occasione dello sciopero generale della Cgil che si sono voluti ricordare gli ultimi morti sul lavoro nella Regione Abruzzo – in tale occasione le forze politiche hanno affrontato il tema delle morti bianche in Abruzzo esortando una soluzione ed il rafforzamento in termini di effettività della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Mimì D’Aurora, della segreteria nazionale della Cgil, ha così commentato gli ultimi avvenimenti: “Con l’ultima morte sul lavoro del giovane operaio rumeno, di soli 23 anni, morto in conseguenza dei traumi dell’incidente sul lavoro occorso nella notte fra sabato e domenica in una azienda agricola di Bugnara, si appalesano i contorni di un dramma che quotidianamente si consuma nei luoghi di lavoro e che nell’ultima settimana ha assunto in Abruzzo le dimensioni di una vera strage”.

“Tre morti in sette giorni, nessun paese, nessuna società civile può accettare un dramma di queste proporzioni” – ha aggiunto – “senza intervenire per decidere immediate misure che impongano una rigorosa politica di prevenzione degli infortuni ed il rispetto rigoroso delle norme a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.. Oltre alla pietà per le vittime, non si può non provare rabbia, indignazione, orrore di fronte a questo scempio”.

“La CGIL Abruzzo” – prosegue il sindacalista – “chiede l’immediata convocazione del Comitato Regionale di Coordinamento sulla Salute e Sicurezza sul lavoro, alla presenza dell’Assessore responsabile, per affrontare con urgenza le misure necessarie ad arrestare questa drammatica deriva. In testa alle molteplici iniziative necessarie per costruire un valido sistema di prevenzione vi è l’assoluta necessità di affrontare la questione del potenziamento degli organici e dei servizi di prevenzione delle Asl, bloccati da oltre 15 anni”.

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