Dal caso Lavitola al caso Ranucci: che fine farà Report?

Il futuro di Sigfrido Ranucci alla guida di Report potrebbe decidersi nei prossimi giorni. Dopo settimane di indiscrezioni e polemiche seguite all’arresto di Valter Lavitola, la Rai starebbe valutando la possibilità di sostituire il giornalista alla conduzione dello storico programma d’inchiesta di Rai 3.
Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, i vertici di Viale Mazzini starebbero valutando una rosa di possibili sostituti, tutti legati alla Rai. Tra i nomi emersi figurano Federico Ruffo, già collaboratore di Report e conduttore di Mi manda Rai Tre, Riccardo Iacona, Francesca Fagnani e Giorgio Mottola, uno degli inviati della trasmissione. Al momento, tuttavia, non è stata comunicata alcuna scelta definitiva.
Dall’arresto di Lavitola al caso Rai
A complicare la posizione di Ranucci è stata l’inchiesta sull’attentato avvenuta nell’ottobre 2025 davanti alla sua abitazione di Pomezia. Il 10 agosto scorso, Valter Lavitola è stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’azione e, durante l’interrogatorio di garanzia, ha ammesso di aver commissionato l’attentato. Ha sostenuto di aver agito al fine di aumentare il livello di protezione dell’amico, che riteneva in pericolo. La versione è stata però giudicata poco credibile dal gip, e gli investigatori continuano a lavorare in merito. Secondo l’ipotesi della Procura di Roma, il vero fine dell’attentato potrebbe essere stato aumentare la notorietà del giornalista per favorirne una futura discesa in politica.
Un elemento, però, resta centrale: Ranucci non è indagato per l’attentato e, allo stato attuale dell’inchiesta, non sono emerse prove che fosse a conoscenza del piano. Il giornalista conosceva invece il progetto politico immaginato da Lavitola, che aveva lavorato anche a un sondaggio sulla sua possibile candidatura.
Il futuro di Report
Le conseguenze della vicenda si sono presto spostate dal piano giudiziario a quello politico e aziendale. Ranucci è stato ascoltato per diverse ore dalla Commissione per il Codice etico della Rai, chiamata a far luce anche sui suoi rapporti con Lavitola e sulla gestione delle fonti e delle inchieste della trasmissione. La relazione del Comitato è stata successivamente consegnata all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi. Ranucci, nel mentre, ha continuato a lavorare alla nuova stagione di Report e ha escluso l’ipotesi di un passo indietro volontario. “Non sarò io a lasciare”, aveva dichiarato nei giorni successivi alle ammissioni di Lavitola, lasciando in mano alla Rai la responsabilità di una sua eventuale rimozione.
Inevitabilmente, la vicenda ha assunto anche una dimensione politica. Da una parte sono arrivate richieste di sospensione del giornalista, dall’altra le opposizioni hanno contestato l’ipotesi di una sostituzione, sostenendo che Ranucci rischierebbe di pagare professionalmente le conseguenze di un attentato del quale risulta essere la vittima.
L’inchiesta continua
Mentre la Rai si prepara a decidere il futuro di Report, anche l’inchiesta giudiziaria prosegue. Il Tribunale del Riesame di Roma ha fissato per il 7 settembre l’udienza sulla richiesta di scarcerazione di Lavitola, che dovrebbe rendere dichiarazioni spontanee davanti ai giudici. Proseguono inoltre le analisi sui dispositivi sequestrati all’imprenditore e gli accertamenti sul ruolo delle altre persone coinvolte nell’attentato.
I prossimi giorni potrebbero quindi segnare un passo decisivo su due fronti differenti. La magistratura dovrà continuare a ricostruire movente e responsabilità dell’attentato; la Rai, invece, dovrà stabilire se quanto emerso sui rapporti tra Ranucci e Lavitola sia sufficiente per interrompere una conduzione iniziata nel 2017. Due piani che restano distinti, ma che nelle ultime settimane si sono intrecciati fino a trasformare l’inchiesta sull’attentato in una questione che riguarda anche il futuro di uno dei programmi più longevi e discussi del servizio pubblico.




