Novantanove anni di gioia e dolori
99 anni di storia. 99 anni di passione. 99 anni di amore incondizionato.
Come ogni 22 luglio che si rispetti, il cuore di Roma si tinge di giallorosso. Bandiere, stendardi, cori: il compleanno della Roma è un appuntamento che va oltre la semplice ricorrenza. È un rito collettivo, un momento in cui una città intera si riconosce nei propri colori.
Il valore storico dell’anniversario si intreccia con un’emozione ancora più immediata: dopo settimane lontani dallo stadio, tornare a sentire quelle voci, respirare quell’atmosfera, cantare e sventolare bandiere insieme agli altri significa riavvicinarsi alla stagione che verrà. È il primo abbraccio verso un nuovo capitolo.
Un sentimento che non conosce regole né calcoli. Quando la Roma chiama, la sua gente risponde.
Novantanove anni di romanismo sono difficili da racchiudere in poche parole. Forse, però, basta osservare gli occhi di chi cammina accanto a te per capire tutto. La storia, le vittorie, le sconfitte e le delusioni non riescono a scalfire quell’emozione che si prova immersi nei fumogeni giallorossi, circondati da migliaia di persone che condividono la stessa passione.
“Dai rioni, dai quartieri, siam venuti fino a qui” recita uno dei cori più rappresentativi della Curva.
Amore incondizionato. Amore eterno.
Ovunque sia un tifoso romanista, sa che prima o poi tornerà lì: in mezzo alla sua gente, in quel luogo dove ogni distanza sembra annullarsi.
In questo rapporto quasi impossibile da spiegare, il fascino più grande sta proprio nella dimensione personale che ogni tifoso costruisce con questa squadra. Ognuno conserva i propri riti, i propri ricordi, i propri momenti indelebili. Ognuno custodisce i pianti, arrivati dopo una vittoria o dopo una delusione, le risate, i prepartita, i derby, le finali, le attese e le speranze.
Ed è proprio questa la magia.
Tante storie diverse, tanti percorsi individuali, che ogni anno si ritrovano e confluiscono nello stesso sentimento. Nel giorno del compleanno della Roma, ogni singolo rapporto personale diventa parte di qualcosa di più grande: una città che si ferma, una piazza che si colora, una passione che diventa visibile anche agli occhi di chi non la vive.
I passanti osservano stupiti, i turisti scattano fotografie. Non è comune assistere a una dimostrazione d’amore così forte, così spontanea, così viscerale.
La Roma è anche questo.
Una passione che sfugge alla logica, che non ha bisogno di essere spiegata perché trova il proprio significato proprio nella sua irrazionalità. È un legame che attraversa generazioni, che unisce passato e futuro, che sopravvive alle stagioni e ai risultati.
Resta solo una domanda: quando torneremo a festeggiare quello scudetto che manca dal 2001 e che, probabilmente, farebbe tremare una città intera?
Perché davanti a manifestazioni d’amore nate semplicemente dal desiderio di esserci, è impossibile non immaginare cosa potrebbe accadere il giorno in cui questa città potrà finalmente celebrare una nuova vittoria.
Ieri sera, nella notte romanista, mentre tornavo a casa, una scritta su un muro ha ricordato perfettamente, forse meglio di qualsiasi parola, cosa significhino questi 99 anni di dolore, gioia e passione:
“Per vederti un’altra volta fare un giro intorno al sole, darei ciò che ho di più caro. Il mio cuore e il mio dolore.”
Forse è tutto racchiuso lì.
Nella speranza di poter rivivere ancora una volta quel momento, quel giro intorno al sole che ogni romanista aspetta.
Buon compleanno, A.S. Roma.




