“Sono schizofrenica e amo la mia follia” di Elena Cerkvenič
Sono schizofrenica e amo la mia follia è un memoir in cui l’autrice racconta il giorno in cui la follia irrompe nella sua vita come un fulmine a ciel sereno. La diagnosi è schizofrenia, e con essa arriva il ricovero in un ospedale psichiatrico.
Elena Cerkvenič è nata a Trieste da una famiglia di minoranza slovena. Nel libro narra la sua storia di emancipazione, resa possibile dalla cura gentile ricevuta nei servizi di salute mentale e dal sostegno dei familiari.
Il cuore del libro è un percorso interiore: tornata a Trieste, Elena intraprende un lungo viaggio durante il quale impara a mettere la propria malattia “all’angolo” e ad amarla come parte di sé. Ne nascono pagine cariche di emozione, un racconto in forma di diario che mostra, senza retorica né falsità, che anche quando la follia sembra annichilire tutto c’è ancora spazio per una vita piena in cui poter pronunciare la parola felicità.
Sullo sfondo c’è Trieste, e con essa l’eredità di Franco Basaglia. Il diario è imbevuto della posizione rivoluzionaria che la città di Trieste ebbe ai tempi di Basaglia, e si inserisce nella narrazione collettiva che lui generò, alimentata da chi — come Cerkvenič — lotta per l’emancipazione dalla condizione stigmatizzante del malato mentale. Per l’autrice, condividere una scrittura così personale risponde all’urgenza di raccontare l’intimo disagio vissuto dalle persone affette da disturbi psichici, stimolando un profondo scambio culturale tra chi vive la malattia dall’interno.
La narrazione è toccante e le parole di Elena commuovono, portando il lettore a sentirsi partecipe di quella fragilità che vorresti abbracciare e tenere al sicuro.
Il volume è arricchito da una prefazione di Francesca de Carolis e da una postfazione di Peppe Dell’Acqua, figure di riferimento nel mondo della salute mentale italiana.




