Cavalli in fuga a Roma: la bravata di un vigile manda a rotoli la prova della parata del 2 giugno
Doveva essere una notte di prove, un ultimo giro a vuoto prima della grande parata per gli ottant’anni della Repubblica. Si è trasformata invece in una scena da film catastrofico: trentadue cavalli purosangue imbizzarriti che galoppano fuori controllo lungo viale Cristoforo Colombo, travolgendo persone, sfondando carrozzerie e seminando il panico nella notte romana.
Cosa è successo
Erano le 23 circa di venerdì 29 maggio quando un agente della polizia locale di Roma, distaccato al Gruppo pronto intervento traffico con compiti logistici, ha innescato una batteria di fuochi d’artificio a circa duecento metri dai cavalli schierati per la prova generale. Il boato improvviso ha scatenato il panico tra gli animali, che hanno travolto chiunque si trovasse davanti: cavalieri a terra, militari, veicoli parcheggiati lungo il percorso.
Il bilancio è pesante: quattro persone ferite, tra cui tre militari – uno di vent’anni e due di ventidue- e una poliziotta di ventotto anni, due delle quali ricoverate in ospedale in condizioni serie. Quindici cavalli hanno riportato contusioni e secondo alcune testimonianze uno degli animali sarebbe morto per un arresto cardiaco durante la fuga.
Il responsabile e la sua ammissione
Il vigile che ha acceso la miccia ha cinquantun anni, ed è entrato nel corpo con l’ultimo concorso nel 2025. Ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti ai carabinieri ammettendo la propria responsabilità; aveva acceso i fuochi come gesto goliardico, per celebrare la partecipazione del reparto alle prove. Non immaginava, ha detto, che potesse andare a finire così.
Insieme a lui erano presenti altri tre o quattro colleghi che, stando alle ricostruzioni, lo avrebbero incoraggiato. Tutti e quattro sono stati esclusi in via precauzionale dai servizi previsti per il 2 giugno. I fuochi, di libera vendita, sono stati sequestrati, insieme a un secondo ordigno simile che fortunatamente si è rivelato difettoso.
Le indagini
I carabinieri della compagnia Roma Centro hanno già trasmesso un’informativa in Procura e nelle prossime ore potrebbe essere aperto un fascicolo per lesioni e danneggiamento. L’agente, che al momento della denuncia era ancora sprovvisto di un legale, potrebbe presto finire nel registro degli indagati. In parallelo, il Comando generale della polizia locale ha avviato un’indagine interna: almeno dieci agenti sono già stati sentiti, e si stanno acquisendo i video diventati virali sui social, che documentano sia l’innesco dei fuochi sia la successiva corsa sfrenata degli animali lungo la strada.
Tra le testimonianze più toccanti quella di una delle militari presenti, che in un audio diffuso nelle ore successive ha descritto momenti di autentico terrore: cavalli che sbattevano contro i mezzi, cadevano e si rialzavano, incuranti di chi cercava di fermarli. “Ho pensato che stessi per morire”, ha detto.
Quello che doveva essere un momento di festa – gli ottant’anni di una Repubblica – rischia ora di essere ricordato soprattutto per una bravata fuori luogo, una miccia accesa nel momento e nel posto sbagliato.




