Putin vola a Pechino dopo l’incontro Trump-Xi
Vladimir Putin arriva oggi a Pechino per un incontro con Xi Jinping, con il quale celebrerà, sono le sue parole, relazioni “veramente a un livello senza precedenti”, neanche una settimana dopo la visita in Cina di Donald Trump. Secondo una nota del Cremlino, il presidente russo e il presidente cinese discuteranno come “rafforzare ulteriormente” il partenariato strategico tra Russia e Cina e “scambieranno opinioni sulle principali questioni internazionali e regionali”.
Tutti i vice primi ministri competenti, numerosi ministri e i vertici delle aziende russe operanti in Cina faranno parte della delegazione ha annunciato Peskov. Alla domanda dei giornalisti se la delegazione russa sarebbe stata più numerosa di quella di Trump, Peskov ha risposto che la Russia “non è in competizione con nessuno in termini di composizione delle sue delegazioni”. Il viaggio di Putin si preannuncia diverso nella forma e nei contenuti da quello di Trump, caratterizzato da una cerimonia solenne volta ad allentare le tensioni tra due superpotenze che si considerano di pari livello; con il leader russo Xi dovrebbe concentrarsi sull’allineamento delle posizioni dei due Paesi sugli sviluppi geopolitici e sul rafforzamento della cooperazione energetica, la sicurezza dei trasporti e la resilienza delle catene di approvvigionamento, ha scritto il South China Morning Post.
Domenica, subito dopo l’annuncio della visita di Putin, i due leader si erano scambiati “lettere di congratulazioni” per celebrare i 30 anni del partenariato strategico tra Russia e Pechino, con Xi che aveva affermato che la cooperazione tra i due Paesi si è “continuamente approfondita e consolidata”. E in un videomessaggio al popolo cinese diffuso oggi, Putin ha dichiarato che le relazioni hanno raggiunto “un livello veramente senza precedenti” e che “il commercio tra Russia e Cina continua a crescere”. “La stretta relazione strategica tra Russia e Cina svolge un ruolo importante e stabilizzante a livello globale. Senza allearci contro nessuno, cerchiamo la pace e la prosperità universale”, ha rivendicato il presidente russo. Putin e il suo “amico di vecchia data” Xi dovrebbero anche firmare una dichiarazione congiunta dopo i colloqui previsti per domani.
Durante i colloqui della scorsa settimana a Pechino, Xi Jinping ha detto a Donald Trump che Vladimir Putin potrebbe alla fine pentirsi di aver invaso l’Ucraina. Lo rivela oggi il Financial Times citando fonti informate sull’andamento del vertice, che ha compreso colloqui ad ampio raggio con una sezione dedicata all’Ucraina. Le stesse fonti aggiungono che da parte sua Trump ha anche proposto a Xi una collaborazione tra i tre leader, comprendendo quindi Putin, contro la Corte Penale Internazionale. Cina, Russia e Stati Uniti non fanno parte della Corte penale che nel marzo del 2023 ha emesso un mandato di arresto per il presidente russo per presunti crimini di guerra in Ucraina. Secondo quanto rivelato, il presidente americano ha detto che i tre Paesi dovrebbero unire le forze contro l’istituzione internazionale, dal momento che i loro interessi a riguardo sarebbero allineati.
Le rivelazioni sono in linea con la posizione pubblica assunta dall’amministrazione Trump nei confronti dell’Icc, accusato di essere politicizzato, di abuso di potere, di mancanza di rispetto nei confronti della sovranità Usa e di uso illegittimo del potere giudiziario. Riguardo alle parole di Xi sulla decisione di Putin di lanciare l’invasione in larga scala dell’Ucraina, viene osservato come il giudizio sia inedito. Persone informate sui colloqui intercorsi tra l’ex presidente Joe Biden e il leader cinese osservano come questi siano stati “franchi e diretti” riguardo a Russia e Ucraina, ma che Xi non avrebbe espresso un giudizio su Putin e la guerra in corso.
Come a voler ribadire il ruolo della Russia di potenza mondiale, la nazione ha annunciato che il proprio esercito ha avviato oggi tre giorni di esercitazioni sulle forze nucleari, alle quali partecipano migliaia di militari in tutto il Paese. L’esercitazione coinvolge oltre 65 mila militari e più di 200 lanciatori di missili nucleari, secondo quanto annunciato dal ministero della Difesa. Alle manovre partecipano le Truppe missilistiche strategiche, le flotte del Nord e del Pacifico, il comando dell’aviazione strategica e unità dei distretti militari di Leningrado e Centrale. Durante le esercitazioni, le truppe simuleranno la preparazione delle forze nucleari all’esecuzione delle missioni operative e il lancio di missili balistici e da crociera in poligoni situati sul territorio russo. Secondo il ministero, l’obiettivo è migliorare le capacità del personale di comando e perfezionare il controllo delle truppe subordinate nell’ambito delle attività di deterrenza nei confronti di un potenziale avversario.




