Leone XIV incontra il Catholicos Aram I: appello per il Libano e rilancio del dialogo ecumenico
Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Santità Aram I, Catholics della Chiesa armena apostolica di Cilicia, in una visita che ha intrecciato storia, ecumenismo e una preoccupazione concreta e urgente per le sorti del Libano e dei cristiani del Medio Oriente.
Radici antiche, legami profondi
Il Papa ha aperto il suo discorso ricordando come il legame tra Roma e la Chiesa armena di Cilicia affondi le radici alle origini stesse del cristianesimo: di Cilicia era Paolo di Tarso, l’apostolo delle genti. Leone XIV ha citato in particolare il santo Nerses il Grazioso, Catholicos di Cilicia, definito “pioniere dell’ecumenismo”, la cui recente inclusione nel Martirologio Romano è stata indicata come esempio di quell'”ecumenismo dei santi” che già unisce le due Chiese. Tra i momenti più recenti, il Papa ha ricordato la visita a Roma del Catholicos Khoren I nel 1967, il primo primate di una Chiesa ortodossa orientale a varcare la soglia del Vaticano dopo il Concilio.
Gratitudine per Aram I e rilancio del dialogo teologico
Leone XIV ha espresso gratitudine ad Aram I per il suo “instancabile zelo” ecumenico: fondatore del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente e protagonista nel Consiglio Ecumenico delle Chiese, il Catholicos ha promosso il dialogo teologico tra Roma e la Chiesa armena di Cilicia, da cui nel 2003 sono scaturiti tre documenti sulla natura della Chiesa, sulla comunione primitiva e sui sacramenti. Il Papa ha auspicato che il dialogo riprenda con rinnovata energia, ribadendo un principio essenziale: non può esserci piena comunione tra le Chiese senza unità nella fede.
Il Libano: un modello di convivenza sotto pressione
La presenza del Catholicos, che risiede in Libano, ha portato inevitabilmente il pensiero del Papa a quel Paese, visitato dallo stesso Leone XIV lo scorso dicembre. Il Pontefice ha ricordato come il Libano abbia rappresentato per decenni un esempio raro al mondo: una nazione in cui persone di culture e religioni diverse hanno saputo convivere come un popolo unico. Un modello oggi nuovamente sotto pressione, ha avvertito il Papa, in un momento in cui l’unità e l’integrità del Paese sono minacciate.
Di fronte a questa situazione, Leone XIV ha lanciato un appello preciso alle Chiese presenti in Libano: rafforzare i legami fraterni tra i cristiani e, attraverso di essi, con tutte le altre comunità religiose che condividono quella terra comune. La preoccupazione si è estesa all’intera regione mediorientale, dove le Chiese cristiane si trovano ad affrontare scenari sempre più complessi.
Il programma della visita a Roma
L’udienza si è svolta con un colloquio privato tra il Papa e il Catholicos, seguito dalla presentazione della delegazione armena di Cilicia, dallo scambio di discorsi e doni e da un momento condiviso di preghiera nella Cappella Urbano VIII.
Il soggiorno romano di Aram I prevede un programma fitto. Il 19 maggio il Catholicos terrà una conferenza pubblica dal titolo “Le sfide delle Chiese nel Medio Oriente” al Pontificio Istituto Orientale. Il 20 maggio sarà presente all’udienza generale in Piazza San Pietro e nel pomeriggio, alle ore 16:00, incontrerà la stampa in una conferenza nella quale affronterà le sfide ecumeniche e interreligiose, la situazione dei cristiani in Libano e le relazioni tra la Chiesa cattolica e quella apostolica armena. Durante il suo soggiorno incontrerà inoltre il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e visiterà i Dicasteri per l’Unità dei Cristiani, per il Dialogo Interreligioso e per le Chiese Orientali, oltre al Pontificio Collegio Armeno. In programma anche momenti di preghiera alla Tomba di San Pietro, alla Basilica di Santa Maria Maggiore e presso le statue di San Gregorio l’Illuminatore e di San Gregorio di Narek in Vaticano.




