Spin Time Labs, prima l’incendio e poi lo sgombero
Poteva accadere il peggio la notte del 29 luglio, quando una colonna di fumo è stata segnalata nel quartiere Esquilino di Roma. La comunità di Spin Time Labs, stabile occupato abusivamente nel centro della capitale, è infatti stata svegliata da un principio d’incendio, forse causato da un corto circuito dovuto a dei lavori in corso.
La situazione è stata immediatamente domata dal tempestivo intervento dei residenti, che così hanno permesso ai vigili del fuoco di mettere l’area in sicurezza.
Sfumata la paura, è stato il tempo della polemica. Dopo l’incendio infatti, i vigili del fuoco hanno infatti disposto l’evacuazione della struttura. Tra i circa quattrocento residenti vi sono anziani, bambini e fragili di varie categorie. Dopo aver recuperato effetti personali e beni di prima necessità, questi hanno passato la notte in strada fra tende, brandine e lettini improvvisati. Oltre ad aver distribuito acqua e pasti, la Digos ha anche disposto il doppio sequestro dell’edificio: uno per l’occupazione abusiva ed uno per indagare sulle cause dell’incendio.
Lo scontro politico
Occupato dal 2013, Spin Time Labs è uno dei principali centri della sinistra romana. Fulcro non solo di una comunità autogestita, ma anche di laboratori e attività ricreative abbondantemente frequentate. Dato l’impegno politico degli abitanti, non c’è da stupirsi che nelle ore successive al sequestro dell’edificio, mentre anziani, bambini e fragili venivano trasferiti in edifici vicini, non abbiano perso tempo a organizzare un presidio per le strade della capitale.
Le accuse degli attivisti sono chiare tanto quanto la soluzione proposta. Quello attuato dalle istituzioni è uno sgombero di natura prettamente politica, e la soluzione è rientrare nell’edificio prima che venga definito inagibile.
La politica appare divisa sulla questione. Da un lato il comune di Roma riconosce l’importanza di Spin Time Labs in quanto spazio culturale. Lo stesso sindaco Roberto Gualtieri ha ribadito l’impegno nell’assistenza e nel sostegno delle famiglie di fatto sfollate. Dall’altro lato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non ha mai negato come Spin Time fosse di fatto nella lista nera di palazzi occupati nei confronti dei quali adottare la linea dura.
Già nel 2025 storici centri sociali quali il Leoncavallo a Milano e l’Askatasuna di Torino sono stati sgomberati, suscitando polemiche e lamentele. Non stupirebbe se l’incidente venisse usato come scusa per sgomberare anche questo altro spazio.




