Borges e il labirinto: una conferenza per esplorare i dedali della mente
Roma, 20 maggio 2025 – Casa Argentina in Italia, Via Vittorio Veneto 7
C’è un nome che, più di ogni altro nel Novecento letterario, si intreccia indissolubilmente con l’immagine del labirinto: Jorge Luis Borges. Scrittore, poeta, bibliotecario, filosofo mancato e visionario ineguagliabile, l’autore argentino ha fatto del dedalo — fisico, mentale, cosmico — il simbolo centrale della sua intera opera. È proprio a questa ossessione creativa che sarà dedicata la conferenza “Borges e il labirinto”, in programma il 20 maggio alle ore 18:30 presso la Casa Argentina in Italia, in Via Vittorio Veneto 7, a Roma.
L’incontro si inserisce nel ricco programma della mostra Borges, el oculto nombre de Roma, un progetto espositivo che celebra il legame profondo e misterioso tra lo scrittore di Buenos Aires e la Città Eterna — una città che Borges ha amato, immaginato e reinterpretato come un labirinto di pietre, memoria e tempo sovrapposti. Roma, con i suoi strati di storia, i suoi vicoli, le sue biblioteche e le sue rovine, sembra nata apposta per abitare l’universo borgesiano.
A guidare il pubblico in questo viaggio sarà la professoressa Alessandra Ghezzani, dell’Università di Pisa, studiosa di letteratura ispanoamericana e profonda conoscitrice dell’opera borgesiana. La sua lettura critica promette di illuminare non soltanto i labirinti come strutture narrative ricorrenti nei racconti di Borges — da La casa di Asterione a Il giardino dei sentieri che si biforcano — ma anche il labirinto come metafora epistemologica: il mondo inteso come un enigma indecifrabile, una rete infinita di rimandi, specchi e biforcazioni in cui l’uomo si muove senza mai trovare il centro.
Per Borges il labirinto non era semplicemente un motivo letterario: era una cosmologia. Nelle sue pagine, biblioteche diventano universi, sogni si sovrappongono alla realtà, il tempo si piega su se stesso e l’identità del lettore vacilla. Leggere Borges significa accettare di perdersi — e scoprire che perdersi, in fondo, è l’unico modo autentico di conoscere.
La conferenza rappresenta un’occasione rara e preziosa per avvicinarsi a uno degli scrittori più complessi e affascinanti del secolo scorso, in un contesto — quello della Casa Argentina in Italia — che unisce cultura, identità e dialogo tra mondi. L’ingresso è libero e aperto a tutti: appassionati di letteratura, studenti, curiosi e chiunque voglia lasciarsi sorprendere dalla parola di un maestro che ha fatto del labirinto la sua patria.




