David di Donatello 2026: il trionfo di “Le città di pianura” e l’inaspettata esclusione di Sorrentino
Si chiude la 71ª edizione dei David di Donatello, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti, che hanno accompagnato il pubblico per tutta la serata tra premi, emozioni e momenti di spettacolo. A sorprendere sono stati soprattutto i risultati finali: il trionfo di “Le città di pianura”, tra i film più premiati della serata, e il clamoroso “zero titoli” per Paolo Sorrentino, rimasto senza riconoscimenti nonostante fosse tra i grandi favoriti.
Il film più premiato
Si è appena conclusa la serata dei David di Donatello, andata in scena il 6 maggio a Cinecittà, a Roma. A guidare la cerimonia sono stati il conduttore Fabio Insinna e la top model Bianca Balti, una conduzione che ha diviso il pubblico: per alcuni il tono classico ha dato eleganza all’evento, mentre per altri ha reso la serata più lenta e meno incisiva.
Nonostante le opinioni contrastanti sulla conduzione, la cerimonia ha mantenuto alta la tensione emotiva dall’inizio alla fine, tra sorprese, applausi e momenti di forte partecipazione da parte del pubblico in sala. A dominare la scena è stato soprattutto Le città di pianura, che con 8 premi su 16 candidature si è imposto come il film più premiato dell’edizione. Un risultato che ha segnato la serata e acceso il dibattito tra critica e pubblico.

Il cast di Le città di pianura alla consegna di uno dei premi più ambiti della serata.
Foto: agf
Ecco i principali riconoscimenti ottenuti dal film:
- Miglior film
- Miglior regia: Francesco Sossai
- Miglior sceneggiatura originale: Francesco Sossai e Adriano Candiago
- Miglior attore protagonista: Sergio Romano
- Miglior produttore: Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures e Cecilia Trautvetter
- Miglior casting: Adriano Candiago
- Miglior montaggio: Paolo Cottignola
- Miglior canzone originale: “Ti” di Krano
Una lunga lista di riconoscimenti che consacra Le città di pianura come il grande protagonista di questa edizione dei David di Donatello. Una vittoria accolta, in molti casi, con favore dalla critica e dal pubblico.
Il film è stato infatti percepito come un’opera “piccola” rispetto ai titoli più strutturati e industriali con cui si è confrontato. Proprio per questo, la sua affermazione è stata letta da più parti come un possibile segnale di svolta: un ritorno al cinema d’autore, più intimo e personale, a discapito delle grandi produzioni.
I premi più attesi (e non ricevuti)
Tra gli altri premi più attesi, il riconoscimento come Miglior attrice protagonista è andato ad Aurora Quattrocchi per la sua interpretazione in Gioia mia, mentre il premio di Miglior attrice non protagonista è stato assegnato a Matilda De Angelis per il film Fuori. Nella categoria maschile, il titolo di Miglior attore non protagonista è andato a Lino Musella per Nonostante. Il premio per il Miglior esordio alla regia è stato invece assegnato a Margherita Spampinato per Gioia mia.

Fabio Insinna consegna il premio a Matilde De Angelis.
Foto: Ernesto S. Ruscio/Getty Images
Il film Primavera ha conquistato 4 premi tecnici e artistici, tra cui costumi, suono, acconciature e musica. La città proibita ha invece ottenuto 3 statuette, soprattutto nei reparti visivi e fotografici. Le assaggiatrici si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura non originale, riconoscimento molto apprezzato dalla critica. Il premio per il Miglior film internazionale è stato assegnato a Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another) di Paul Thomas Anderson, con Leonardo DiCaprio nel cast principale.
Tra le assenze più rilevanti spicca quella di Paolo Sorrentino. Le aspettative per La grazia erano alte, soprattutto per i premi principali, ma il film non è riuscito a ottenere riconoscimenti nelle categorie più ambite. Una sorpresa che ha generato ampio dibattito sia tra il pubblico che online.




