Desertificazione del commercio locale. Servono regole certe e controlli immediati
I dati pubblicati oggi da Il Tempo fotografano una situazione fuori controllo nel quartiere di Torpignattara, nel V Municipio di Roma: una densità commerciale pari al doppio della media di Roma e 16 volte quella nazionale, con quasi il 44% delle attività concentrato nel solo comparto alimentare. La comunità bangladese rappresenta il 39% degli stranieri totali presenti nell’area.
Mauro Antonini, responsabile del Dipartimento Attività Produttive della Lega di Roma e Provincia, commenta senza mezzi termini:
“Quello che sta accadendo a Torpignattara non è un caso di sana concorrenza di mercato, è una sostituzione sistematica del tessuto commerciale originario. Un quartiere romano con una saturazione commerciale 16 volte superiore alla media nazionale non è un fenomeno spontaneo: è il segnale di distorsioni strutturali che l’amministrazione non può continuare a ignorare. Chiediamo verifiche immediate su licenze, orari, normative igienico-sanitarie e fiscalità. Chi rispetta le regole ha il diritto di competere ad armi pari.”
I dati nazionali confermano una tendenza consolidata: secondo Infocamere, nel 2023 in Italia si contavano 3.400 minimarket di proprietà individuale con titolari di origine bangladese, una presenza cresciuta in parallelo con un’immigrazione dal Bangladesh passata da 22mila a 150mila unità negli ultimi vent’anni.
“La Lega ha già ottenuto il potenziamento dell’Osservatorio sul commercio di Roma e provincia — prosegue Antonini — ma non basta. Serve un piano straordinario di monitoraggio nei quartieri ad alta densità commerciale straniera, a tutela dei commercianti italiani che pagano tasse, affitti e rispettano ogni norma. La legalità non è uno slogan: deve essere una garanzia concreta.”
La Lega chiede al Municipio V e all’Assemblea Capitolina l’attivazione urgente di un tavolo tecnico con le categorie produttive locali e le forze dell’ordine.




