Milano, il privè del Pineta al centro dell’inchiesta escort: quattro arresti, oltre 70 sportivi nelle carte
La procura di Milano ha smantellato un presunto sistema di prostituzione organizzata che ruotava attorno alla movida del capoluogo lombardo. Quattro persone ai domiciliari, oltre 1,2 milioni di euro di profitti illeciti, circa settanta calciatori di Serie A e un pilota di Formula 1 citati nelle intercettazioni.
Erano entrati nel mondo delle notti milanesi con un’agenzia di eventi, la Ma.De. Luxury Concierge, e da lì avrebbero costruito un giro d’affari milionario fondato, secondo l’accusa, sullo sfruttamento della prostituzione. Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, 37 e 38 anni, entrambi di Cinisello Balsamo, si trovano agli arresti domiciliari insieme ad Alessio Salamone e Luan Amilton Fraga Luz. L’indagine, coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e conclusa con un’ordinanza della gip Chiara Valori, ha ricostruito un sistema che avrebbe avuto nel privé della discoteca Pineta, in via Messina, il suo fulcro operativo nel fine settimana. L’inchiesta è partita dalla denuncia di una delle ragazze coinvolte.
Stando agli atti, la coppia avrebbe gestito un accesso riservato sul retro del locale per introdurre con discrezione ragazze reclutate come accompagnatrici, destinate alle serate con calciatori professionisti e altri clienti facoltosi. Le giovani – molte tra i 18 e i 20 anni, alcune studentesse ancora a carico dei genitori – ricevevano una percentuale del 10% sugli incassi al tavolo, quando venivano pagate: in certi casi si sarebbero accontentate semplicemente dell’ingresso gratuito al locale e di un posto letto a Cinisello Balsamo, nella sede stessa della Ma.De., dove le ragazze dormivano spesso in letti a castello. La coppia Buttini-Ronchi avrebbe trattenuto per sé oltre la metà dei compensi pagati dagli sportivi. I pagamenti non transitavano mai direttamente tra cliente e ragazza: gli organizzatori raccoglievano i soldi e distribuivano poi buste di contanti calibrate sulle prestazioni e sui consumi al tavolo.
Il servizio era strutturato come un pacchetto completo: cena in un locale del centro, poi serata in discoteca – citato negli atti anche il Just Cavalli – oppure trasferimento in camere di hotel a cinque stelle come il Me Milan, in piazza della Repubblica. La clientela andava ben oltre il mondo del calcio: tra i frequentatori abituali figuravano imprenditori e altri personaggi noti.
Le attività non si sarebbero mai fermate, continuando anche durante le restrizioni per il Covid-19, quando nella sede di Cinisello Balsamo venne allestita persino una discoteca abusiva. D’estate il giro si spostava a Mykonos, in Grecia, dove Ronchi e Buttini avrebbero replicato lo stesso schema, come documentato anche dai loro profili social.
La Guardia di Finanza ha ricostruito flussi di denaro per 1.214.374,50 euro, in parte già dirottati su conti esteri – i verificatori hanno cercato tracce sui conti in Lituania, senza risultato. Dai calciatori sarebbero arrivati direttamente circa 194mila euro, con pagamenti in contanti o tramite la piattaforma Revolut. Nelle conversazioni intercettate emergono nomi di giocatori – nessuno dei quali risulta indagato – di club come Inter, Milan, Juventus, Sassuolo, Verona, Torino e Monza, per un totale di circa settanta atleti citati nell’ordinanza con i nomi oscurati.
Tra i clienti figurerebbero anche un pilota di Formula 1 e alcuni giocatori di hockey. Tra le testimonianze raccolte, quella di una ragazza rimasta incinta in seguito a un incontro con un calciatore: la giovane avrebbe scoperto la gravidanza settimane dopo la serata e, stando alle intercettazioni, avrebbe cercato conferma con uno degli organizzatori di chi fosse presente quella notte.
Tra gli elementi più rilevanti dell’inchiesta, la fornitura di protossido d’azoto, il cosiddetto gas esilarante, durante le feste. La sostanza era particolarmente apprezzata dagli atleti professionisti perché produce effetti euforizzanti senza risultare rilevabile nei controlli antidoping. Circa 5.630 euro sarebbero stati dirottati verso la società Ballons Mania sas, riconducibile a uno degli indagati, per l’approvvigionamento del prodotto. Nelle intercettazioni emerge anche che il gas veniva richiesto direttamente nelle camere d’albergo: in uno scambio di messaggi una ragazza, in compagnia di un calciatore di Serie A in un hotel milanese, chiede agli organizzatori di farle recapitare i palloncini.
Nel fascicolo compare anche il nome di Giovanni Urso, noto sui social come “Fatturage”, con oltre 75mila follower su Instagram e 220mila su TikTok. Influencer della nightlife milanese e socio al 3% della Carpa srl – la società che gestisce il Pineta – Urso non risulta indagato. I pm lo citano sostenendo che avrebbe lasciato intendere un collegamento tra il costo del tavolo e l’accesso a prestazioni sessuali. Lui respinge ogni coinvolgimento: spiega che le sue parole sarebbero state estrapolate da un video promozionale ironico pubblicato a marzo, del tutto estraneo a qualsiasi attività illecita. La società che gestisce il Pineta risulta estranea all’inchiesta.
Le ragazze coinvolte saranno convocate in Procura. I cellulari sequestrati sono stati copiati forensicamente e il loro esame si terrà in sede di incidente probatorio, dando a tutti gli indagati – una decina in totale – la possibilità di nominare un proprio consulente tecnico.




