Incontro presso l’ambasciata di Cuba con Rigoberto Zarza Ross
Ieri, presso l’ambasciata di Cuba, si è tenuto un evento dedicato alla situazione attuale dell’isola, con la presenza di Rigoberto Zarza Ross, Direttore del Dipartimento Europa dell’ Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP). L’incontro è stato un potente richiamo simbolico e politico, introducendo il tema centrale della crisi cubana e delle sue radici storiche, tra memoria e attualità dovuta dal bloqueo americano.
Il convegno
L’evento si apre con un messaggio molto forte: viene proiettato un video in cui alcuni bambini cantano “Me acosa el carapálida”, la celebre canzone di protesta di Silvio Rodríguez. “Mi vuole rubare la terra, mi vuole rubare l’acqua, l’aria mi vuole rubare”. Il testo incarna lo spirito dell’incontro: una denuncia dello sfruttamento economico di Cuba da parte degli Stati Uniti. Un brano più attuale che mai, alla luce della crisi degli ultimi mesi, che affonda le sue radici già nel secolo scorso.
Il convegno prosegue con il ricordo dell’anniversario dell’Invasione della Baia dei Porci, il tentativo di deporre il comandante Fidel Castro, avvenuto tra il 17 e il 20 aprile di sessantacinque anni fa. Successivamente, Zarza Ross ha illustrato le conseguenze della seconda amministrazione di Donald Trump su Cuba. I dati dell’ONEI, l’Istituto Nazionale di Statistica cubano, parlano chiaro. Nel 2025 il settore turistico, fondamentale per il paese sudamericano, ha registrato un calo del 18%. Per sostenere Cuba in questo periodo, Zarza Ross ha invitato a visitarla in vista del Primo Maggio, per respirarne la resilienza e vivere la sua cultura rivoluzionaria.
Si parla di una crisi senza precedenti, superiore persino a quella del 2002 seguita alla riforma costituzionale che rese il socialismo irrevocabile. Il direttore dell’ICAP ha inoltre ricordato il Premio Nobel negato alla brigata medica Brigata Henry Reeve, anche a causa del bloqueo statunitense. Sostenuta da sindacati e intellettuali, la brigata ha operato in diversi paesi durante la pandemia, anche l’Italia.
Zarza Ross ha ribadito che Cuba non è intimorita dall’isolamento politico né dalle minacce subite. Lo scorso 29 gennaio, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che definisce il paese una “minaccia insolita e straordinaria”. In risposta, Zarza Ross ha dichiarato: “Ci prepariamo alla guerra”.
In chiusura, è stata ribadita la solidarietà cubana alla causa palestinese, con un ringraziamento alle associazioni di supporto sia a Cuba sia a Gaza. Il convegno si conclude con un messaggio di speranza: “Cuba ha resistito a 14 amministrazioni americane e resta là”.




