Libano e Israele: un cessate il fuoco imprevedibile
Nella notte di giovedì 16 aprile è entrato in vigore il cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, è stata annunciata da Donald Trump sul social Truth come la “decima guerra” a cui il presidente Usa riuscirà a porre fine e come “il primo negoziato sensato dal 1983”. Questo arriva dopo sei settimane di combattimenti e dopo l’ennesima offensiva di terra israeliana nel sud del Libano, dove le truppe israeliane dell’Idf faticano ad avanzare data la continua resistenza del gruppo armato libanese Hezbollah.
I combattimenti tra Israele e Hezbollah sono iniziati tre giorni dopo le operazioni congiunte israelo-statunitensi in Iran alla fine di febbraio. Il gruppo sciita aveva cominciato a bombardare città israeliane come rappresaglia in seguito all’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. La risposta israeliana è stata altrettanto massiccia e unita all’invasione di terra nel sud del Paese dei Cedri, con l’obiettivo di prendere una fascia di territorio “a tempo indeterminato”.
L’incognita Hezbollah
Nonostante le ingenti perdite subite nel corso degli ultimi due anni di conflitti in Medio Oriente, il gruppo armato sciita finanziato dal regime iraniano mantiene la sua potenza e capillarità nella zona. Un aspetto insolito dei negoziati di questi giorni a Washington, che hanno portato all’attuale cessate il fuoco, è proprio l’assenza di Hezbollah. Il governo libanese e quello israeliano hanno discusso un accordo per fermare i combattimenti tra Idf e Hezbollah, ma senza la presenza di quest’ultimo alle trattative. Anzi, il gruppo armato aveva detto espressamente ai rappresentanti libanesi di considerare questa iniziativa alla stregua di un tradimento delle istituzioni al proprio Paese. I termini dell’accordo non chiariscono il futuro dell’organizzazione, nonostante si intenda la volontà del governo libanese di disarmarlo e renderlo inoffensivo. A dodici ore dall’annuncio dell’intesa, Hezbollah non ha condotto operazioni militari, rispettando di fatto la tregua, con il progressivo ritorno delle persone sfollate nelle loro case.
L’attuale accordo tra Libano e Israele rappresenta una pace storica mai firmata tra i due paesi, ma il futuro appare sempre più incerto. Il cessate il fuoco era parte delle condizioni poste dal regime iraniano nelle trattative per la tregua di due settimane tra Iran, Stati Uniti e Israele, annunciata l’8 aprile e attualmente in vigore. il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu era per primo contrario ad un accordo con il nemico libanese e sarebbe stato forzato dall’alleato Donald Trump a prendere parte all’iniziativa. Tuttavia, mentre il primo ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato di accogliere con favore l’accordo di un cessate il fuoco temporaneo con Israele, le posizioni di Hezbollah restano di tutt’altro avviso. Una fonte di alto livello all’interno dell’organizzazione sciita ha rivelato a Al Jazeera Arabic che la presenza di truppe israeliane sul territorio libanese – la cui ritirata non è prevista nell’attuale cessate il fuoco – garantirebbe a Hezbollah il diritto di resistere, aggiungendo che qualsiasi cessate il fuoco non deve consentire a Israele libertà di movimento in Libano. Hassan Fadlallah, membro di Hezbollah intervistato dalla Reuters, a pochi minuti dall’annuncio della tregua, ha affermato che il rispetto di quest’ultima sarebbe dipeso dalla cessazione di ogni forma di ostilità da parte israeliana. “La tregua includerà Hezbollah. Spero che si comporti bene durante questo importante periodo di tempo”, ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump.




