Justin Bieber torna da protagonista al Coachella Festival e fa la storia (anche dei cachet più alti mai ricevuti)
Justin Bieber torna ad esibirsi dopo un periodo lontano dai grandi palchi a causa di problemi di salute. Se negli ultimi anni era apparso solo come ospite, il suo ritorno avviene su uno dei palchi più iconici e performativi al mondo: il Coachella Festival. Un’esibizione attesa da mesi, che segna non solo il ritorno del cantante, ma anche la sua prima volta da protagonista assoluto al Coachella. Un evento tale da spingere molti a ribattezzare questa edizione come “Bieberchella”.
La performance tanto attesa
La sua apparizione sul palco è essenziale, quasi spoglia: abiti casual, nessun corpo di ballo e nessuna scenografia. Lo show si sviluppa come un racconto diviso in capitoli: presente, transizione e nostalgia. Si parte dal presente, con brani recenti come All I Can Take, Speed Demon, First Place, Go Baby, Butterflies e Walking Away, che definiscono subito la direzione artistica attuale. Segue una sezione più dinamica, costruita anche su medley (All the Way / 405 / Too Long / Petting Zoo / I Do) e sulla performance di Stay insieme a The Kid Laroi, uno dei momenti più riconoscibili e condivisi.

Justin Bieber e The Kid Laroi al Coachella 2026.
Foto: Greg Noire/In Time Media/Coachella
È il momento nostalgia che però catalizza l’attenzione. Bieber torna alle origini con Baby, Favorite Girl, That Should Be Me, Beauty and a Beat, Never Say Never, fino a Sorry e Where Are Ü Now. Qui la scena cambia: un computer portatile diventa il centro della performance. Sul maxischermo scorrono i suoi vecchi video YouTube, mentre lui canta sopra le versioni originali.

Justin Bieber durante il momento nostalgia della performance al Coachella 2026.
Foto: Youtube
Ne esce una sorta di karaoke sotto le stelle, in cui la voce adulta si sovrappone a quella adolescenziale (e a quella del pubblico). Un dialogo tra passato e presente, tra ciò che era e ciò che è diventato. Un momento quasi simbolico: un ricongiungimento con il proprio passato, che in pochi minuti invade i social e diventa virale.
Tra consensi e critiche (e un cachet da record)
La performance divide. Da una parte, c’è chi legge questo incontro tra il Bieber di ieri e quello di oggi come un gesto di riconciliazione, una presa di coscienza pubblica dopo anni segnati da fama, pressione mediatica e fragilità personali. Per molti, è la prova che la Biebermania non è mai davvero finita.
Dall’altra, arrivano le critiche: uno show giudicato da alcuni troppo minimale, quasi “pigro”, con pochi elementi scenici e un uso marcato di basi e video. Sul fondo, pesa anche il tema economico. Si parla di un cachet intorno agli 8,5 milioni di euro, il più alto della storia del festival. Una cifra che, per alcuni, non sarebbe stata accompagnata da una performance all’altezza. Eppure, al di là delle opinioni, una cosa è certa: il rumore generato è enorme.
Nel bene o nel male, Justin Bieber dimostra di essere ancora centrale, capace di catalizzare attenzione, dividere il pubblico e trasformare un’esibizione in un fenomeno culturale. La sua performance è fuori dall’ordinario, diversa dalle coreografie e costumi di scena che siamo abituati a vedere. Ciò che rimane è uno show che fa parlare e che conferma una cosa: la Biebermania, semplicemente, non se n’è mai andata.




