L’Italia ha sospeso un accordo di cooperazione sulla difesa con Israele
Martedì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato la sospensione dell’accordo di cooperazione sulla difesa tra Italia e Israele, in vigore grazie a una legge del 2005. L’accordo comporta tra le altre cose la compravendita reciproca di attrezzatura militare e la cooperazione nella ricerca sul settore e nell’addestramento delle forze armate.
L’accordo, firmato a Parigi nel 2003, prevede un rinnovo automatico ogni cinque anni, e la scadenza era prevista lunedì 13 aprile, per il rinnovo fino al 2031: con la sospensione decisa da Meloni l’accordo resterà valido invece solo per i prossimi sei mesi. Proprio il 13 aprile, quando l’accordo avrebbe dovuto essere rinnovato fino al 2031, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha comunicato con una lettera al suo omologo israeliano, Israel Katz, la decisione di non rinnovare l’accordo, dopo essersi consultato con Meloni e i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini.
La premier è poi tornata a parlare delle frasi di Donald Trump su Papa Leone XIV: “Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili. Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a Papa Leone. Dico di più: francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo”. E non manca un appello all’Unione europea in merito alla crisi in Medio Oriente: “L’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi potrebbe avere nei prossimi mesi, farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi troppo tardi”, sospendere il Patto di Stabilità “potrebbe aiutare”.
“Quando si è amici e quando si hanno degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo, che è quello che io faccio ogni giorno, perché credo che questo faccia bene, all’Europa, agli Stati Uniti e all’Occidente in generale – ha osservato Meloni – L’Italia con gli Stati Uniti ha un rapporto che va avanti da qualche anno, non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, a contesto dato, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario”. “Non è la politica estera di Giorgia Meloni, è la politica estera italiana da 80 anni, non penso che le alleanze tra nazioni cambino in base a chi guida o governa i Paesi. Quando uno non è d’accordo, e io non sono d’accordo spesso, lo deve dire. Per capirci, non penso che domani i nostri alleati strategici dovrebbero essere altri”, ha aggiunto la premier rispondendo a una domanda sull’alleanza strategica con gli Usa. “Non penso che dovremmo guardare a un’altra parte del mondo. Per quanto possa essere complesso, difficile, il mio orizzonte, il nostro orizzonte, rimane l’Occidente. La nostra collocazione storica geopolitica, lo ha ribadito anche il presidente Mattarella nel discorso di fine anno, è europea e occidentale: io mi attengo a quella, che condivido pienamente”.
L’Italia non ha quindi revocato l’accordo, come chiesto da tempo dall’opposizione e da parte dell’opinione pubblica, ma lo ha solo temporaneamente sospeso: la revoca necessiterebbe di un voto del parlamento. La decisione di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di cooperazione sulla Difesa con Israele è più che altro politica: negli ultimi tempi Meloni ha preso in più di un’occasione le distanze da Benjamin Netanyahu, mostrando di condannare il modo in cui Israele sta conducendo invasione e bombardamenti in Medio Oriente, pur continuando a mantenere un atteggiamento piuttosto cauto e ambiguo.
A livello “internazionale bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace per stabilizzare la situazione e riaprire lo Stretto di Hormuz, fondamentale per carburanti e fertilizzanti”, ha proseguito Meloni. “Sono preoccupata, sull’andamento dell’economia in generale sono molto preoccupata se non si riesce a riprendere e mandare avanti il round di negoziati e non si riesce a riaprire lo Stretto di Hormuz – ha aggiunto – Noi dall’inizio della crisi siamo stati tempestivi nel dare le risposte e continueremo a essere tempestivi nel dare le risposte. Per fare questo c’è bisogno di un impegno del governo italiano, e c’è bisogno dell’Europa”.




