Il viaggio nel Golfo di Zelensky per firmare accordi sulla Difesa
Volodymyr Zelensky è arrivato in Giordania, proseguendo il suo tour negli Stati arabi del Golfo, per tenere colloqui bilaterali con il re giordano Abdullah II. Zelensky si è recato ad Amman dopo aver fatto tappa in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. Il presidente ucraino, in vista del suo viaggio nel Golfo, aveva infatti annunciato che sarebbero stati firmati accordi decennali di cooperazione nel settore della difesa con alcuni Paesi del Golfo. In un briefing online, il leader di Kiev spiega di aver già firmato intese con Arabia Saudita e Qatar e di essere pronto a concluderne una analoga anche con gli Emirati Arabi Uniti.
Zelensky parla di un progetto di lungo periodo che comprende co-produzione industriale, costruzione di impianti e linee produttive sia in Ucraina sia nei Paesi partner. “Parliamo di una cooperazione di dieci anni – ha detto Zelensky – Abbiamo già firmato un accordo con l’Arabia Saudita; ne abbiamo appena firmato uno simile con il Qatar, anch’esso per dieci anni; nei prossimi giorni ne firmeremo uno con gli Emirati, sempre per dieci anni”. “Nel corso di questi dieci anni – ha aggiunto – lavoreremo alla co-produzione, costruendo impianti in entrambi i Paesi, linee di produzione in Ucraina così come in questi Paesi”.
Zelensky sta cercando il sostegno dei paesi del Golfo per la guerra dell’Ucraina contro la Russia, poiché gli aiuti militari occidentali sono di nuovo incerti e Kiev fatica a colmare il deficit di bilancio e a finanziare la produzione interna di armamenti. Kiev ha offerto la propria esperienza in materia di difesa aerea e tecnologia dei droni ai paesi della regione che cercano di contrastare gli attacchi dei droni iraniani. “Oggi in Giordania. La sicurezza è la priorità assoluta ed è importante che tutti i partner si adoperino in tal senso. L’Ucraina sta facendo la sua parte. Ci attendono incontri importanti”, ha scritto Zelensky in X.
Da quando è cominciata la guerra in Medio Oriente, infatti, le tecnologie dell’Ucraina per intercettare i droni sono diventate molto richieste. Ci sono state discussioni persino con gli Stati Uniti, ma finora il presidente Donald Trump ha fatto resistenza all’idea di chiedere davvero aiuto all’Ucraina. L’Arabia Saudita è il primo paese a firmare un accordo di questo tipo con il governo ucraino. In quattro anni di guerra contro la Russia, l’Ucraina ha sviluppato tecnologie efficaci ed economiche per contrastare gli attacchi dei droni russi, uguali a quelli che ora l’Iran sta lanciando contro i paesi del Golfo: sono i droni Shahed, che l’Iran ha venduto in questi anni anche al regime di Vladimir Putin.
I droni Shahed sono semplici e relativamente economici da produrre, eppure stanno mettendo in grossa difficoltà i paesi arabi del Golfo. Per contrastarli usano costosi e sofisticati intercettori Thaad e Patriot che, semplificando, sono missili che in genere servirebbero a colpire in volo altri missili. Proprio perché i droni Shahed costano poco, l’Iran ne sta lanciando in grandi quantità e per intercettarli i paesi arabi del Golfo stanno usando molti dei loro intercettori, con due problemi. Il primo è che gli intercettori non sono fatti per contrastare i droni, più piccoli e più agili. Il secondo è che i paesi arabi del Golfo stanno sprecando il loro arsenale, rischiano di esaurirlo in fretta e di rimanere quindi scoperti contro i più dannosi missili balistici.
Con le sue tecnologie antidrone l’Ucraina può risolvere questi problemi. In quattro anni di guerra nel paese sono nate numerose aziende che hanno sviluppato droni in grado di intercettare gli Shahed con un sistema proporzionato, più efficace dei missili e più sostenibile a livello economico. Oggi l’Ucraina è in grado di produrre centinaia di migliaia di droni intercettori al mese, e nelle scorse settimane Zelensky aveva detto di essere pronto a venderli ai paesi del Golfo. Oltre ai soldi, che evidentemente non mancano a un paese ricco di risorse energetiche come l’Arabia Saudita, si sa che Zelensky da tempo chiede di avere più missili Patriot per difendere l’Ucraina dai missili balistici russi (l’Ucraina dispone di sistemi antimissilistici, ma visto il loro costo elevato non ne ha abbastanza per proteggere tutto il paese).




