Da Malabo a Ciudad de la Paz: la Guinea Equatoriale cambia capitale
Probabilmente quasi nessuno saprebbe dire così su due piedi la capitale della Guinea Equatoriale, ma forse oggi anche gli studiosi più zelanti rischierebbero di sbagliarla se non sono freschi di ripasso: infatti questa è stata di recente trasferita da Malabo a Ciudad de la Paz.
Onde evitare di finire come nel mitico film “I complessi, interpretando la parte della commissione che interrogava Alberto Sordi sugli affluenti del Giordano in terra d’Israele e cadeva sul fiume Yarmuk, forse tutti noi dovremmo ricontrollare periodicamente l’attualità delle nostre carte geografiche (ammesso che qualcuna resista ancora nell’epoca di Google Maps).
La notizia cambia l’assetto della Guinea Equatoriale, piccolo Stato dell’Africa centro-occidentale con circa un milione e mezzo di abitanti affacciato sull’Oceano Atlantico, davanti a São Tomé e Príncipe e stretta tra il Camerun e il Gabon. Qui l’antica capitale Malabo è stata spostata nella modernissima Ciudad de la Paz, città costruita dal nulla durante lo scorso decennio e situata nella provincia orientale di Djibloho, sicuramente, tra le altre cose, anche per questioni di comodità, visto che la precedente capitale si trovava sull’isola di Bioko, a 150 chilometri dalla terraferma.
Il decreto presidenziale che ha ufficializzato il trasferimento è stato emesso da Obiang Nguema Mbasogo, autocrate alla guida del Paese da ben 46 anni, e contestualmente si è ovviamente stabilito che entro un anno anche tutte le autorità statali, gli organi costituzionali, le agenzie governative e le imprese pubbliche debbano trasferire i loro uffici centrali nella nuova capitale.
Il governo probabilmente, così facendo, auspica che Ciudad de la Paz possa attrarre i cittadini e dar vita a una “migrazione interna” che alleggerisca la pressione demografica del Paese, mal distribuita tra pochi centri urbani, magari affiancando la crescita urbana al rilancio della Guinea Equatoriale, visto che la crescita esponenziale di alcune città negli ultimi anni ha creato non pochi problemi di gestione.
Certamente non è la prima volta che un Paese decide di cambiare capitale per ragioni strategiche, politiche o semplicemente logistiche: basti pensare, tra gli altri, al Brasile, alla Nigeria o Indonesia. Infatti spostare il centro del potere significa spesso tentare di riscrivere anche la geografia economica e sociale di una nazione, ridisegnandone priorità e direzioni di sviluppo. Resta però da capire se Ciudad de la Paz saprà diventare davvero una città viva e pulsante oppure se rimarrà una capitale “di facciata”.




