Luce: la Ferrari elettrica che si racconta senza rumore
A San Francisco, lontano dalle curve dell’Appennino e dal rombo dei motori di Maranello, Ferrari ha acceso una luce nuova. Letteralmente. Si chiama Luce ed è la prima vettura 100% elettrica del Cavallino Rampante, presentata non come un’auto da spiegare, ma come un’esperienza da osservare e immaginare. La scelta della California non è casuale: è un luogo simbolo di innovazione, tecnologia e nuovi stili di vita, gli stessi che Ferrari vuole intercettare con questo progetto.
Ferrari non ha mostrato tutto. Niente carrozzeria in movimento, niente prestazioni da primato. Ha scelto invece di partire dall’interno, dallo spazio dove il rapporto tra uomo e macchina prende forma. Ed è qui che Luce racconta la sua storia, inaugurando anche una nuova strategia di denominazione che segna l’ampliamento della gamma del Cavallino, tra eredità racing, spirito sportivo senza tempo e sensibilità contemporanee.
Gli interni nascono dalla collaborazione tra LoveForm, il collettivo fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson, e il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni. Il risultato è un abitacolo che sembra più pensato che decorato: un volume unico e pulito, fatto di forme semplificate e superfici continue, al servizio della guida e della funzionalità. Hardware e software sono stati sviluppati in armonia, creando un equilibrio tra architettura fisica e interfaccia digitale.
Ogni elemento è organizzato secondo una logica chiara di input e output. Il pannello di controllo, il binnacle e il tunnel centrale sono autonomi ma coordinati, progettati per essere immediatamente leggibili e intuitivi. I materiali, scelti per qualità, resistenza e durata nel tempo, raccontano una cura artigianale che passa anche attraverso processi produttivi all’avanguardia, pensati per valorizzare ogni componente nella sua forma più nobile.
Il rapporto tra uomo e auto è basato su tattilità e chiarezza, con una scelta netta a favore dei comandi fisici, che invitano al tocco e all’interazione diretta, come avviene sulle monoposto di Formula 1. Il volante, ispirato all’iconico Nardi in legno a tre razze degli anni Cinquanta e Sessanta, è realizzato in alluminio riciclato e pesa 400 grammi in meno rispetto a quelli attuali di gamma Ferrari.
Per la prima volta, il quadro strumenti è montato sul piantone dello sterzo e adotta una grafica essenziale ispirata all’aviazione. Il binnacle è collegato al volante e si muove con esso, migliorando visibilità e facilità di guida. Il selettore del cambio, realizzato in vetro Corning Fusion5, introduce infine un momento quasi teatrale: inserendo la chiave nel tunnel centrale, il colore passa dal giallo al nero, i display si illuminano e la Ferrari Luce prende vita in silenzio, aprendo un nuovo capitolo nella storia del Cavallino.




