Legge di Bilancio 2026, via libera al Senato
Il Senato ha approvato la Legge di Bilancio 2026, la quarta del governo Meloni. La Manovra vale 22 miliardi di euro e ora il suo testo passerà alla Camera, con votazione finale prevista per il 30 dicembre.
110 sono stati i favorevoli, 66 i contrari, 2 gli astenuti. La Legge di Bilancio 2026 ha avuto un percorso tortuoso, confermato dallo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, per il quale però «l’importante è arrivare in vetta». «La nostra prudenza non è affatto stagnante e della nostra prudenza beneficeranno i governi del futuro», ha aggiunto il ministro. Giorgetti ha anche spiegato come l’ammontare complessivo, inizialmente pari a 18,7 miliardi, sia aumentato: «con l’ultimo maxi-emendamento abbiamo integrato gli stanziamenti per Transizione 5.0, la Zes e sull’adeguamento prezzi».
La Commissione Bilancio del Senato ha approvato la manovra, inclusa il maxi-emendamento del governo. Il testo prevede aiuti alle imprese, novità su Tfr e previdenza complementare, tagli all’anticipo pensionistico, un contributo delle assicurazioni e fondi per il Piano casa e il Ponte sullo Stretto. È invece stata esclusa l’ipotesi di anticipo della pensione di vecchiaia tramite fondi complementari, che potrebbe però essere ripresa in futuro con una norma specifica.
Il dietrofront sulla stretta sui lavoratori sottopagati ha provocato la protesta delle opposizioni: i senatori di Pd, M5S e Avs hanno esposto dei cartelli rossi con diverse scritte legate al “voltafaccia” di Meloni. La misura, insieme ad altre quattro, sarà stralciata dal maxiemendamento alla manovra. Quest’ultima avrebbe ridotto da tre a un anno il tempo per poter ricoprire un ruolo dirigenziale nel privato dopo un incarico apicale nella P.a. nello stesso settore.
Tra i più critici, Tino Magni (Avs), capogruppo in Commissione Bilancio al Senato: «Questa è una legge classista che va a prendere sempre gli stessi». «È una legge nata male e finita peggio. Volevate abolire la (legge) Fornero e io sono sempre stato contro la Fornero e non solo non l’avete mai cambiata ma l’avete peggiorata e anche se siete tornati indietro sul riscatto della laurea, avete comunque tolto alle persone più fragili, agli usuranti, ai precoci, anziché andare a prendere un contributo di solidarietà dei ricchi».




