Cani che indossano i maglioncini natalizi: dove l’umanità è terminata
Eccoci qui, è arrivato finalmente il momento delle feste natalizie ed anche il momento dove l’essere umano denota di essere arrivato alla fine della propria millenaria evoluzione, ovvero vestire i propri cani con “deliziosi” maglioncini natalizi.Sì, l’ho detto. Mentre il mondo intero si prostra davanti all’altare del “migliore amico dell’uomo”, qualcuno deve pur avere il coraggio di dire che siamo arrivati a un punto in cui parte della popolazione italiana che ritiene un cane, ovvero un animale da compagnia nonché compagno leale, un figlio da accudire, vestire e far crescere come se fosse un bambino dovrebbe estinguersi immediatamente iniziandoci a risolverci l’annoso problema del sovraffollamento mondiale. Si perché oggigiorno il cane non è più semplicemente un animale da compagnia ma un “figlio a quattro zampe” o meglio “ un compagno di vita”… NO! Il cane non è un figlio, un marito, una fidanzata o un nonno è un animale, che deve essere rispettato, ma che al tempo stesso non deve essere idolatrato al pari di un essere umano.
L’amore incondizionato (condizionato)
Sentiamo sempre questa retorica dell’amore incondizionato. “Il cane ti ama per quello che sei!” No, caro proprietario illuso. Il tuo cane ti ama perché gli dai da mangiare. È letteralmente condizionato da secoli di domesticazione a dipendere da te. Non è amore, è sindrome di Stoccolma evolutiva. Smetti di dargli le crocchette per una settimana e vediamo quanto dura questo “amore incondizionato”.
Viviamo in un periodo storico dove, a maggior ragione a Natale, il cane ha assunto un significato che va oltre il suo semplice essere animale, ovvero è diventato un “membro della famiglia” che poi il più delle volte ste famiglie non esistono perché il cane viene preso “in famiglia” per cercare di sopperire a mancanze di coppie ormai al capolinea e senza reali progetti di vita oppure per sopperire all’inesorabile passaggio del tempo.
La passeggiata fuori: Il teatro dei commedianti
E parliamo delle passeggiate. Ah, le passeggiate! Il momento in cui “i genitori” entrano in azione e ostentanoal mondo intero i loro “bambini pelosi”. Quel rituale quotidiano dove il padrone, pardon, il papà quasi mai munito di sacchetto di plastica con il quale raccogliere le feci sante del proprio bimbo, che poi sono le stessi che schiacci per strada sporcando scarpe e quant’altro, segue devotamente il proprio animale mentre questo annusa e lecca ogni centimetro quadrato del marciapiede.”Devo portare fuori il cane!” proclamano con orgoglio, come se fossero martiri della causa. Non sei un santo, sei qualcuno che ha fatto scelte discutibili.
L’invasione degli spazi pubblici
Ma il vero capolavoro è l’occupazione progressiva di ogni spazio pubblico. Cani al ristorante. Cani al bar. Cani in spiaggia. Cani sull’autobus. Il tuo “cucciolo” di 40 chili che salta addosso agli sconosciuti mentre tu gridi “È buono! Vuole solo giocare!” come se questo rendesse meno terrificante l’esperienza di essere assaliti da una bestia pelosa e bavosa.
“Non ti piacciono i cani?” chiedono con tono accusatorio, come se fosse un difetto morale paragonabile al non credere nella democrazia. No, semplicemente non voglio il tuo figlio peloso mi annusi l’inguine mentre cerco di bere un caffè in pace.
La dittatura del politically correct canino
E guai a lamentarsi. Se osi suggerire che forse, FORSE, non tutti devono essere entusiasti del tuo animale domestico, vieni immediatamente bollato come misantropo senza cuore. I proprietari di cani hanno costruito un’intera identità attorno al possesso di un animale, trasformando una semplice scelta di compagnia in una religione totalitaria.
Social media pieni di foto del “proprio peloso”. Gruppi WhatsApp dedicati. Feste di compleanno per cani (sì, esistono). Costumi per Halloween. Passeggini. PASSEGGINI PER CANI. Stiamo parlando di una specie che mangia il proprio vomito, non di Einstein.Il cane è diventato il sostituto di relazioni umane funzionanti, lo schermo su cui proiettare bisogni emotivi non risolti, la scusa perfetta per evitare la complessità delle relazioni umane.”I cani sono meglio delle persone!” Certo, perché non ti contraddicono mai, non ti sfidano, non hanno aspettative complesse.
Quindi sì, i cani vanno bene. Sono animali. Possono essere carini, occasionalmente utili, certamente degni di rispetto. Ma questa trasformazione in oggetti sacri di un culto contemporaneo, con i loro proprietari come sacerdoti devoti di una religione pelosa? Questo è semplicemente ridicolo.
Buon Natale ai vostri figli pelosetti non vedrò l’ora di vedere le foto dei vostri amorini con i maglioncini natalizi, come se un pitbull o un doberman facessero meno spavento o paura se addobbati con le orecchiette da renna.




