A quale Pessoa dobbiamo credere? Collo dipana il mistero ne “Il mio nome è legione”
Quella pubblicata per Amos Edizioni è un’analisi interessante. Paolo Collo, uno degli studiosi italiani che ha dedicato più tempo nello studio dello scrittore portoghese, in questo libro ci fa entrare a contatto con Pessoa ma soprattutto con i suoi eteronimi. Il libro è un contributo decisivo, a tratti definibile persino “mostruoso”, perché ci guida lentamente – seppur si tratti di un libro esile – entro la straripante produzione del poeta nato a Lisbona nel 1888.
Qualche tempo fa leggevo una riflessione su questo scritto che principiava dicendo: “A volte mi domando se Paolo Collo esista veramente o se sia l’ennesimo eteronimo di Fernando Pessoa. Se così fosse sarebbe stato un bello scherzo o un grande regalo postumo”. È perché Collo ci si immedesima con tutto sé stesso nella produzione sterminata dello scrittore, guidandoci nella straripante e sconfinata produzione letteraria del poeta. Gli Altri sono tutti i suoi eteronimi che, a differenza di alter ego e pseudonimi, sentono la vita diversamente dall’autore stesso. Hanno una bibliografia propria e scrivono con un proprio stile. Come dei veri autori a sé stanti. Questi Altri sono una legione, quella biblica presente anche in Marco 5,8-9: «Gli diceva infatti [Gesù]: «Esci, spirito immondo, da quest’uomo!». E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione» gli rispose, «perché siamo in molti». In questo caso, legione è tradotto dall’aramaico al latino come Legionem, ad indicare una schiera, una moltitudine, un gruppo militante compatto (nel caso del Vangelo si tratta di demoni) che hanno come obiettivo possedere il corpo di una persona (ma non l’anima perché essa appartiene a Dio).
In questo frangente si colloca la descrizione quasi santa che Collo ne fa di Pessoa: un autore poliedrico, incatalogabile, che a tratti, come quei demoni biblici, potrebbe incutere timore. Ne esce fuori una descrizione di artistica follia, una Matrioska – come dice nell’ultimo, splendido, capitolo – al cui interno ci sono tutti questi Altri, ognuno con la propria maschera, che agiscono in uno spazio magico di inimmaginabili conseguenze. “Packt Like Sardines in a Crushd Tin Box”, direbbe una rock band britannica contemporanea. Gli eteronimi di Pessoa sono così. Molti e moltitudine.
Forse che allora anche Collo sia veramente uno di loro…




