Ucraina: i russi entrano a Pokrovsk grazie alla nebbia
L’esercito russo ha sfruttato le condizioni meteorologiche avverse per penetrare nella città di Pokrovsk, in Ucraina, attraverso la nebbia. Qui si trovano oltre 300 militari di Mosca, ammessi proprio da Kiev.
La battaglia in corso, che dura da settimane, è cruciale: sarà proprio l’esito di questo scontro a determinare il futuro delle regioni orientali del Donetsk e del Donbass.
Ucraina: i russi a Pokrovsk e la ritirata
Con l’avanzata russa verso Pokrovsk, consentita dalla nebbia, l’Ucraina appare sempre più in difficoltà. Ha annunciato infatti che le truppe di difesa si sono ritirate a sud, lasciando cinque insediamenti nella regione di Zaporizhzhia. Hanno spiegato che i continui attacchi russi e l’esposizione prolungata al fuoco stanno mettendo a rischio il personale. Dal canto suo, Mosca afferma di aver assunto il controllo della città di Kupyansk, nell’oblast di Kharkiv.

Zelensky incoraggia, ma Kiev fatica
In visita a Kherson per il terzo anniversario della sua liberazione, Zelensky ha annunciato che “la situazione rimane difficile”. Tre anni fa, la situazione era ben diversa, c’era una sorta di sicurezza in una risoluzione futura, che però oggi, al 1.358esimo giorno di guerra, appare traballante.
A poco servono le continue esortazioni del presidente ucraino, quando si guardano le immagini dell’esercito russo che si fa strada attraverso la nebbia.
Sospeso il Ministro Galushchenko
A completare il quadro drammatico, giunge la notizia della sospensione del Ministro della Giustizia ucraino, Herman Galushchenko, a quanto pare implicato in un sistema di tangenti. La corruzione avrebbe coinvolto la compagnia nazionale per l’energia atomica.




