La Roma batte l’Udinese e conquista la testa della classifica
Solo un anno fa, esattamente il 10 novembre 2024, la Roma si ritrovava nel baratro dopo la sconfitta in casa col Bologna.
Una serie di incastri malefici – l’esonero di Mourinho, la venuta di Derossi ed il suo repentino esonero per “vincere trofei” fino all’avvento di Juric –fanno sprofondare la Roma in uno dei suoi momenti più bui.
Ranieri sconfessa i suoi propositi perché “quando la Roma chiama io non posso dire di no” e la squadra risponde facendo un girone di ritorno memorabile.
Il fiuto del Mister di Testaccio indica in Gasperini l’allenatore giusto e tutto cambia.
Oggi, dopo undici giornate dall’inizio del campionato, la Roma è prima in classifica. Di per sé non vorrebbe dir nulla, quello che salta agli occhi anche dei più critici ed intransigenti tifosi è che il tecnico piemontese ha creato una squadra degna di appellarsi così.
Avrà usato una pozione magica che ha risvegliato Pellegrini e Celik? Si sarà travestito da incantatore di serpenti per inculcare le sue nozioni tattiche a quelli che sembravano rammolliti?
Non ci è dato saperlo.
La sua grinta, la sua intelligenza tattica, la preparazione fisica, la sua motivazione ci regalano una Roma (quasi) perfetta.
Lo dimostra oggi contro un’Udinese che arriva a Roma dopo una serie di buone gare ma, eccetto un paio di occasioni, la squadra friulana fa da sparring partner.
Il primo tempo, come da prassi vede l’Udinese serrata e compatta in difesa che lascia pochi spazi all’inventiva romanista, palleggi prolungati e pochi spazi per entrare. Al 21’ Celik inizia a prendere le misure colpendo di testa un cross di Wesley ma la palla finisce fuori di poco.
Risponde l’Udinese al 26’. Lancio lungo di Karlstrom che innesca Atta tutto solo, Wesley recupera quel tanto che costringe il numero 14 a calciare poco pulito e la palla finisce a fil di palo.
Dopo tre minuti Pellegrini ruba palla a Zanoli sulla metà campo, si accentra e trova Dovbyk in area, il suo tiro è ribattuto dalla difesa e la palla finisce sui piedi di Cristante che calcia forte (finalmente!) e prende il palo.
Al 37’ il rigore che smuove il risultato. Mancini dalla destra crossa in area ed il pallone viene intercettato di mano da Kamara. Collu non vede ma il VAR lo richiama ed assegna il penalty che Pellegrini, dopo un sospiro lunghissimo, batte a rete alla perfezione spiazzando Okoye.
Il secondo tempo scorre liscio fino al 61’ quando arriva il raddoppio firmato Celik, suo primo gol in serie A. Kone dalla trequarti apre per Celik che dal limite destro dell’area gioca corto per Mancini, la palla torna sui piedi di Celik che di interno destro batte Okoie. Triangolo perfetto.
Brivido al 72’ quando Ndicka cerca Hermoso con un passaggio orizzontale davanti a Svilar, La palla finisce invece tra i piedi di Zaniolo che tira addosso all’accorrente Svilar divorandosi un gol che sembrava già fatto.
Brutta giornata per Zaniolo oggi, sommerso di fischi per tutta la partita.
Ancora Svilar all’85’ blinda la porta con una parata delle sue su un insidioso colpo di testa di Bayo.
La partita finisce tra le esultanze dei 61.684 spettatori che anche oggi hanno gremito l’Olimpico e di quanto è caldo, passionale e viscerale il tifo romanista oggi se ne è reso conto anche Gasperini che va alla sosta come primo in classifica. Non parla di scudetto e non parla di Champions, il campionato è lungo, l’Europa League complicata ma se il buongiorno si vede dal mattino…
TABELLINO
ROMA – UDINESE 2-0
Roma (3-4-2-1): Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso, Cleik (90’ Ghilardi), Cristante, Kone, Wesley (90’ Ziolkowski), Soulè (74’ El Shaarawy), Pellegrini (74’ El Aynaoui), Dovbyk (43’ Baldanzi). All.: Gasperini.
Udinese (3-5-2): Okoye, Bertola, Kabasele (54’ Palma), Solet, Zanoli, Ekkelenkamp, Karlstrom (72’ Piotrowski), Atta, Kamara (82’ Zemura), Zaniolo (82’ Bayo), Buksa (72’ Davis). All.: Runjaic.
Marcatori: 42’ Pellegrini su rigore (R), 61’ Celik (R)
Arbitro: Collu di Cagliari




