San Marino e l’Europa: la lezione dei piccoli stati
Dopo dieci anni di trattative, la repubblica di San Marino è entrata ufficialmente nell’orbita del Mercato unico europeo.
Lo ha fatto attraverso l’elaborazione di un accordo di associazione che segna una svolta storica: da Stato “vicino ma fuori” a partner integrato in molti ambiti della vita economica e normativa dell’Ue.
San Marino, un piccolo stato che però ha molto da insegnarci. Questo è stato il messaggio chiave dell’intervista a Michele Muratori per Delta.
In passato Capitano Reggente di San Marino, Muratori è l’attuale presidente del gruppo consiliare del partito Libera di San Marino, presidente della Commissione Affari Esteri, nonché membro della delegazione sammarinese presso l’OSCE.
Verso una San Marino sempre più europea
La figura di Muratori mette in luce un legame sempre più forte: quello tra San Marino e l’Europa, ovvero tra una realtà unica e unita e un’altra sempre più polarizzata.
In questo la piccola Repubblica di circa 35.000 abitanti dà però una grande lezione, come spiega Muratori:
«In un’Europa sempre più segmentata e polarizzata, l’esperienza di San Marino rappresenta un esempio di come il multilateralismo possa essere uno strumento fondamentale per garantire la pace, la stabilità e il rispetto delle identità.»

Il multilateralismo qui è la parola chiave, perché mette in luce la capacità con cui San Marino si è inserita nel contesto internazionale. Fa infatti parte dell’ONU e di altre organizzazioni sovranazionali, in più sta lavorando all’accordo di associazione con l’UE.
Si tratta di un passaggio storico che non porta alla rinuncia della sovranità, bensì all’ingresso in un quadro condiviso. Il Liechtenstein è un esempio lampante di tale processo.
«L’Europa offre a San Marino una cornice di sicurezza e di influenza che nessun micro-Stato può garantire da solo» prosegue Muratori.
Non solo turismo
Pensando al caso di San Marino, può sorgere un dubbio: come si può andare oltre la mera tappa turistica? L’ex Capitano Reggente parla così della sua Repubblica:
«Siamo un piccolo Stato con una storia millenaria, ma anche con una straordinaria capacità di dialogare con il contemporaneo.»
La strategia per far sì che San Marino non sia solo un posto da visitare una volta, ma anche un luogo in cui rimanere, potrebbe essere così riassunta: unicità, investimento su accoglienza ed esperienza (sia nella sfera concreta, per cui è di vitale importanza la sostenibilità, sia in quella digitale), apertura internazionale. Su quest’ultimo punto San Marino si sta già dando da fare.
Inizia così a delinearsi l’idea di un turismo che non è solo marketing ed economia, ma anche diplomazia culturale, che dialoga con altre micro-repubbliche affini.
Per citare nuovamente Muratori e per concludere, si dovrebbe lavorare a un itinerario di piccoli stati.




