Inaugurato il Grand Egyptian Museum, è il più grande del mondo
Ne avevamo parlato qualche tempo fa, quando era avvenuta la cosiddetta soft opening, ovvero la parziale apertura di alcune delle sale e dei corridoi dell’immenso complesso che costituisce il Grand Egyptian Museum del Cairo. Dopo più di vent’anni dall’inizio dei lavori, il più grande museo egizio del mondo apre i battenti in tutto il suo splendore, con un’inaugurazione degna di un grande evento internazionale.

Il progetto
La storia del progetto del GEM, che dopo più di vent’anni ha finalmente avuto termine, si intreccia con la storia moderna dell’Egitto. Inizialmente promosso dal governo egiziano nel 2002, ne era stata affidata la progettazione alla Heneghan Peng Architects che ne aveva ideato il concept, per poi passare alla franco-belga BESIX. Dopo una significativa battuta d’arresto coincisa con quella che è passata alla storia come la rivoluzione del Nilo del 2011, si è dovuto attendere il 2014 con la sua maggiore stabilità politica per tornare nuovamente a una fase attuativa dei lavori che adesso, dopo altri dieci anni, ha portato alla cosiddetta soft opening che ha preceduto l’inaugurazione attuale.

Le opere
I numeri sono davvero impressionanti con circa 500.000 metri quadrati di aree museali, più di 100.000 reperti esposti, 20.000 dei quali per la prima volta offerti al pubblico, tuttavia, rimane Tutankhamon e il suo inestimabile tesoro a rendere il museo un’attrattiva da capogiro. L’esposizione dei tesori del faraone-bambino, che consta di circa 5.500 reperti, è stata curata dal celebre Atelier Brückner che ha disposto i manufatti in un lungo percorso costellato da 107 teche che guideranno il visitatore lungo le due gallerie dedicate a Tutankhamon.
Impossibile non restare affascinati dalla maestosità del colosso di Ramses II, alto 12 metri e pesante più di 80 tonnellate. Questo affascinante simulacro, risalente a 3.200 anni fa, fu scoperto dall’egittologo italiano Giovanni Battista Caviglia, ed è stato ad oggi esposto nell’atrio del museo, insieme alle statue di Tolomeo II e Arsinoe II, per accogliere i visitatori.

Le autorità italiane
Nonostante la complessa situazione geopolitica mondiale, molti sono stati i capi di Stato che hanno voluto presenziare all’apertura ufficiale. Per l’Italia era stata invitata la presidente Giorgia Meloni che, nonostante un’iniziale conferma, ha poi dovuto declinare l’invito investendo il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Quest’ultimo ha dichiarato: «È una gioia e un onore rappresentare il governo italiano all’inaugurazione del Grand Egyptian Museum. Uno scrigno che esalta la magnificenza della civiltà egizia e il suo fascino senza tempo. Siamo lieti che questo straordinario patrimonio culturale, orgoglio dell’Egitto, abbia una nuova, monumentale casa. Investire nella cultura è essenziale per promuovere pace, stabilità e sviluppo nel Mediterraneo. Italia ed Egitto vantano rapporti millenari e una cooperazione culturale esemplare, che apporta benefici a entrambe le Nazioni e rappresenta un modello di riferimento per il dialogo euro-mediterraneo». Infine, non è passata inosservata la presenza di Matteo Renzi che ha affermato di essere invitato per i suoi ben noti rapporti con il mondo arabo.




