Usa-Giappone: Trump e Takaichi firmano l’accordo sulle terre rare
Trump sta per concludere il suo tour asiatico, la cui ultima tappa sarà Seoul, dove incontrerà Xi Jinping per discutere di temi commerciali.
È arrivato a Tokyo lunedì, dove ha partecipato a una visita di cortesia con l’imperatore Naruhito e ieri ha avuto modo di incontrare anche Sanae Takaichi, la nuova premier giapponese, la quale punta ad alleviare le tensioni commerciali e aprire una nuova fase della diplomazia Washington-Tokyo.
E un primo passo è già stato fatto, con la firma dell’accordo sulle terre rare, che mira a “garantire l’approvvigionamento di terre rare e minerali critici”, in seguito alle recenti restrizioni della Cina, la quale detiene quasi un monopolio in materia.
La strategia Takaichi per i nuovi rapporti Usa-Giappone
Takaichi ha assunto l’incarico la settimana scorsa, dichiarandosi decisa a inaugurare “una nuova era dell’oro”, facendosi strada tra la Cina che aumenta la propria forza militare e Trump che impone dazi.
Un primo passo a favore della sua strategia è stato offrirsi di acquistare una flotta di autocarri Ford F-150 per uso ufficiale, nonostante tali veicoli siano praticamente inutilizzabili nelle città giapponesi.
Eppure Trump ha subito risposto positivamente, affermando che la premier “ha buon gusto”.
Un secondo passo è stato poi esprimere il proprio supporto al tycoon per il tanto preteso Nobel per la pace.

Takaichi, prima donna a guidare il Giappone, si trova di fronte a una prima prova diplomatica e una coalizione piuttosto debole alle spalle.
Trump però già sostiene che “andrà molto d’accordo” con lei, grazie ai suoi rapporti con Shinzo Abe, l’ex premier assassinato nel 2022 (con cui era “filosoficamente vicina”), che il presidente Usa ha descritto come un “caro amico”.
La neo-premier giapponese ha già avuto uno scambio telefonico con Trump e ha dichiarato di averlo elogiato per la mediazione a Gaza. Addirittura lo definisce “una persona molto allegra e divertente”, uscendo un po’ dai confini del dialogo strettamente politico.
Un feeling che, nel futuro prossimo, potrebbe giovare ai rapporti (si spera soprattutto quelli commerciali) tra Usa e Giappone.




