Carver ha vinto, Proust è morto
In linguistica, come in tanti altri campi dello scibile, vige il principio di economia. La comunicazione, così come la lingua, più è breve più è efficace. Si, no, alt, dai, brevi comandi per una macchina efficiente e pronta ad agire. Agire infatti, non pensare. Mentre l’uso della lingua, nell’ultimo ventennio, si è via via impoverito – prova ne è anche il predominio dell’inglese su altri idiomi ben più articolati – l’italiano è vittima di un depauperamento cannibalesco.
La sintassi ipotattica di quei latini colti il cui idioma si è diffuso e moltiplicato per secoli è ormai scomparso: paratassi, semplicità, minimalismo. A morte i russi con la loro letteratura prolissa e riflessiva, vogliamo l’azione! Film americani e molta narrazione. Vadano al diavolo monologhi, soliloqui e flussi di coscienza; impiccate la Woolf! Cavate gli occhi a Joyce! Che nessuno usi gli occhi per leggere, nessuno osi imparare la nobile arte della scrittura.
La semplicità è una cosa seria, e si sa, la si raggiunge dopo complesso e articolato ragionamento, figlia della logica e della chiarezza. Semplificare, dunque, non è banalizzare; semplificare è da pochi, banalizzare è per tutti. E adesso, con la perduta arte del periodare asiano, non resta che questo, frasi smozzate, banali e noiose, periodi smunti e rachitici, lunghe e sterili sequele di parole desemantizzate. Carver ha vinto, Proust è morto!
Chi ancora si gongola e si fa avvolgere dalle lunghe digressioni, dai barocchi elenchi e le argute metafore? Chi crede nelle volute del pensiero e della parola? Borgesiani dove vi nascondete? Stiamo davvero scomparendo? Non ci resta che leggere, avendo noi ormai, smesso di scrivere!
Il pensiero, privato dei suoi gangli, sinapticamente e sintatticamente langue, l’arte oratoria più pericolosa di quella marziale sarà custodita e tramandata, mentre la scrittura, sua eterna compagna, invecchia per tornar bambina, sempre più essenziale, primordiale. Ancestrale. Non più parola ma sillaba, suono, rantolo.
Non scriveremo più perché la macchina ha vinto! Carver ha vinto, Proust è morto!




