Legge di Bilancio 2026: tra rottamazione dei debiti e taglio dell’IRPEF, la manovra prende forma
Nelle prossime settimane il Governo metterà a punto gli ultimi dettagli della Legge di Bilancio 2026, che dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri entro la fine del mese. La manovra si preannuncia come un intervento complesso e articolato, con misure mirate a sostenere famiglie, imprese e lavoratori, ma anche a ridurre il peso del debito e a migliorare l’efficienza del sistema fiscale.
Tra le novità più attese spicca la “rottamazione quinquies”, presentata come “un’ultima possibilità” per i contribuenti in difficoltà. L’obiettivo dichiarato è quello di alleggerire un fardello complessivo di oltre 1.300 miliardi di euro di debiti, tra crediti effettivamente esigibili e somme ormai difficilmente recuperabili. Rispetto alle precedenti versioni, la nuova rottamazione sarà più selettiva e più lunga, con un piano di pagamento esteso fino a nove anni (108 rate). Tuttavia, potranno accedervi solo i contribuenti considerati “meritevoli”, mentre i cosiddetti debitori cronici resteranno esclusi.
Per evitare piani di rimborso eccessivamente lunghi, sarà introdotta una soglia minima per le rate, che determinerà la durata massima del piano di pagamento. Resta ancora da decidere la sorte dei contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni: il Governo dovrà stabilire se potranno o meno usufruire di una nuova rateizzazione agevolata.
Il capitolo fiscale rappresenta, come di consueto, il cuore della manovra. Dopo gli interventi del 2024, che avevano alleggerito la pressione sui primi due scaglioni IRPEF, il Governo punta ora a ridurre l’imposta sui redditi intermedi, in particolare nella fascia compresa tra 28.000 e 50.000 euro. L’ipotesi principale è una riduzione dell’aliquota dal 35% al 33%, con un beneficio medio stimato di circa 440 euro annui per i lavoratori interessati. L’idea di estendere la fascia agevolata fino ai 60.000 euro di reddito, come invece vorrebbe Forza Italia, sembra invece destinata a restare nel cassetto, giudicata troppo onerosa per i conti pubblici.
Confermata, almeno in parte, anche la proroga del Bonus casa al 50%, ma con criteri più restrittivi: lo sconto sarà infatti limitato alle ristrutturazioni sulla prima abitazione. Nessuna certezza invece per il bonus del 36% sulle seconde case, che dal 2026 potrebbe scendere al 30%, mentre il Bonus mobili appare destinato a non essere rinnovato.
Spazio anche per le famiglie e i giovani, con un pacchetto di misure dal valore di circa 1 miliardo di euro. Tra queste, la proroga del congedo parentale facoltativo retribuito all’80% per tre mesi dopo la fine del periodo obbligatorio e l’introduzione del quoziente familiare per i nuclei con almeno due figli, volto a ridurre la pressione fiscale in proporzione al numero dei componenti.
Infine, la sanità pubblica torna al centro dell’agenda economica. Dopo i 4 miliardi stanziati nella scorsa legge di bilancio, per il 2026 è previsto un incremento di 2,5 miliardi di euro, destinati a ridurre le liste d’attesa e a potenziare il personale sanitario attraverso nuove assunzioni.
Una manovra, dunque, che punta a bilanciare prudenza e sostegno: contenere la spesa pubblica, ma senza rinunciare a dare respiro ai contribuenti e alle famiglie italiane.




