La fregata italiana si avvicina alla Flotilla, segue anche la Spagna
La fregata multiruolo Fasan della Marina Militare italiana, inviata su indicazione del Ministro della Difesa Guido Crosetto, si trova in prossimità della Global Sumud Flotilla, la flotta umanitaria diretta a Gaza.
La decisione è arrivata in seguito agli ultimi attacchi subiti dalla Flotilla: sono state colpite 11 imbarcazioni e impiegati droni, bombe sonore e spray urticanti.
Anche il governo spagnolo di Pedro Sánchez si è accodato, dichiarando (nell’ambito dell’Assemblea Onu tenutasi a New York, a cui ha partecipato anche la premier Meloni) di voler inviare una nave di soccorso a sua volta e chiedendo il rispetto del diritto internazionale.
Giorgia Meloni parla della Flotilla: tra supporto e condanna
In diretta da New York, Giorgia Meloni ha lanciato le sue dichiarazioni sulla vicenda Flotilla e non sono mancate le ambiguità: “Non si può rischiare l’incolumità delle persone per fare iniziative che sembrano prevalentemente fatte non per consegnare gli aiuti, ma per creare problemi al governo”.
La frecciatina sembra diretta non solo alla flotta umanitaria, ma anche agli ultimi eventi italiani, le proteste, gli scioperi. In Italia, la rete della Flotilla ha infatti ricevuto il pieno appoggio dei sindacati, che minacciano di bloccare nuovamente il Paese a favore di Gaza.
Usb ha già annunciato un nuovo sciopero generale. Lo stesso ha fatto Cgil, ma solo se ci saranno ulteriori attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni e dei materiali della Flotilla.

Israele, Ue e Onu
L’impresa della Flotilla è stata immediatamente recepita come una provocazione da Israele, che sta continuando a chiedere il mantenimento del blocco marittimo della Striscia di Gaza. Come dichiarato del Ministro degli Esteri israeliano, “Israele non permetterà alle navi di entrare in una zona di combattimento attiva e non permetterà la violazione di un blocco navale legittimo”.
Chiede anche che gli aiuti vengano sbarcati in porti alternativi della regione, per poi essere trasferiti a Gaza.
E poi sono arrivati gli ultimi attacchi, non ancora rivendicati. Mentre l’Ue condanna l’accaduto e l’Onu chiede che venga fatta un’indagine, il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani sta tentando una mediazione con Israele: l’idea è di permettere l’ingresso degli aiuti attraverso Cipro, portandoli al patriarcato latino di Gerusalemme, il quale avrebbe poi la responsabilità di consegnarli a Gaza.
La fregata: soccorso o politica?
Sebbene l’idea iniziale di Crosetto fosse di impiegare la fregata italiana per fornire soccorso alla Flotilla, ripetutamente attaccata da Israele, le condizioni sembrano ora diverse, come anche suggeriscono gli ultimi tentativi di mediazione di Tajani.
La fregata non entrerà nelle acque territoriali degli altri paesi, non potrà dunque intervenire in maniera diretta. La sua funzione appare più di inibire ulteriori evoluzioni negative della situazione nel Mar Egeo.
Che questa sia più una scelta politica, mossa dalle pressioni della comunità italiana sulla maggioranza di governo, rispetto a un desiderio effettivo di fornire soccorso?




