Il genocidio in corso a Gaza, visto da fuori
Dopo l’accusa di genocidio nei confronti di Israele, arrivata dall’Onu con un’inchiesta di 72 pagine, Netanyahu ha prontamente negato.
Ma la verità è che Israele sta attaccando Gaza “dal cielo, dal mare, da terra” e ha già provocato oltre 300.000 sfollati, mentre in città restano circa 600.000 civili che vivono in condizioni disumane, riporta la diplomazia transalpina. Non solo, circa 400.000 civili avrebbero iniziato un esodo per abbandonare il territorio.
Dopo le parole dell’Onu, è nuovamente esploso il dibattito mondiale. Fondamentale è stata l’ultima decisione dell’Ue, che ha annunciato l’ipotesi di sospendere il sostegno commerciale a Tel Aviv, pari a circa 30 milioni di euro.
Dall’Italia, proteste in piazza e accuse
Nel frattempo in Italia sono partite una serie di manifestazioni, principalmente studentesche, a sostegno della Palestina. A Milano, l’ultimo corteo si è concluso, come ormai è prassi, con violente manganellate da parte delle forze dell’ordine.
A Roma, la mobilitazione di ieri sera, organizzata dal Global Movement to Gaza, è partita dal’Università La Sapienza al grido “Blocchiamo tutto, Palestina libera”.
Lo stesso è accaduto a Torino. Stando a quanto annunciato dalla CGIL, è prevista una manifestazione anche venerdì 19 settembre.
Anche il Papa Leone XIV si è espresso in merito ai massacri a Gaza, dopo aver sentito il parroco locale. Ha affermato che: “La Nato non ha cominciato nessuna guerra, i polacchi sono preoccupati perché sentono che il loro spazio aereo è stato invaso, è una situazione molto tesa. La preoccupazione è tanta”.
Dall’opposizione politica sono poi giunte severe accuse al governo. La leader del Pd, Elly Schlein, ha infatti chiesto alla premier Giorgia Meloni di smettere di scegliere la linea di Trump e di sanzionare Israele, come intende fare la Commissione Europea. Ha inoltre sottolineato l’importanza di riconoscere lo Stato di Palestina.
Dalla Francia, dal Canada e dalla Cina
Il governo francese, puntando il dito contro Israele, ha parlato di una “campagna distruttiva senza logica militare”. Anche il Canada si è accodato, parlando di “offensiva orribile”.
Si è poi aggiunta la Cina, in sede Onu, che ha condannato l’attacco israeliano al Qatar.
“L’attacco di Israele al Qatar costituisce una palese violazione della sovranità territoriale e della sicurezza nazionale del Qatar, viola il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite e mina gli sforzi di pace”, ha affermato il rappresentante permanente Chen Xu, riferisce il Global Times.
Ha poi aggiunto: “Il Qatar è stato un mediatore chiave nei negoziati per il cessate il fuoco a Gaza e ha compiuto sforzi significativi per promuovere un cessate il fuoco e ripristinare la pace, sforzi che sono stati altamente elogiati dalla comunità internazionale”.
Chi non si oppone
Molti paesi si trovano ancora in una situazione di impasse o indecisione in merito all’operato di Israele.
Per quanto riguarda la politica, ad esempio, la Germania si oppone alle sanzioni contro lo Stato ebraico e il Giappone non intende ancora riconoscere lo Stato palestinese, contrariamente alla linea europea dominante.
Ma il dubbio riguarda anche altri aspetti, come lo sport (se pensiamo al Comitato Olimpico Internazionale che ha rifiutato la richiesta del governo spagnolo di escludere Israele dalle gare) e la musica (pensiamo alla questione dell’Eurovision 2026).
A margine resta poi un altro punto interrogativo, forse il più importante e decisivo di tutti: la posizione di Donald Trump.




