Il caldo estremo in Italia e le contromisure
Prosegue l’ondata di calore portata dall’anticiclone africano in Italia, con picchi fino a 40 °C in molte città, soprattutto al Sud. Le città da bollino rosso per le alte temperature sono 18 tra ieri e oggi e domani toccherà a ben 20 città.
In queste giornate roventi, con picchi fino a 40 gradi, i pronto soccorso registrano il 20% di ingressi e non mancano le vittime. Nella giornata di ieri si contano quattro decessi: un turista 75enne e un 60enne stroncati dal caldo registrato in Sardegna; un uomo di 85 anni, con altre patologie, è morto in seguito a disidratazione a Genova; così come la morte di un camionista in una piazza di sosta in Lombardia, attribuibile con molta probabilità al caldo di questi giorni.
In un’intervista a Repubblica, il tenente colonnello e meteorologo Guido Guidi afferma che «L’anticiclone africano sta mollando», ma la situazione non è destinata a migliorare. «Dovremo stare attenti alle allerte meteo, perché i temporali potrebbero essere forti, accompagnati da molta pioggia, fulmini e grandine». Un clima instabile, che sostituisce le temperature estreme al rischio nubifragi in nord Italia.
Il protocollo del governo per i rischi sul lavoro legati al caldo
Per far fronte alla circostanza estrema, è stato firmato oggi il protocollo quadro tra il ministero del Lavoro, le imprese e i sindacati per contenere i rischi sul lavoro con il termometro rovente. «È una risposta importante in un momento eccezionale, le nostre priorità sono salute e sicurezza», ha commentato la ministra del Lavoro Marina Calderone. sono salute e sicurezza». Nel provvedimento si legge che il protocollo assicura «il ricorso agli ammortizzatori sociali in tutte le ipotesi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro». Tuttavia, riguarda i lavoratori stagionali, ma non gli autonomi. Le aziende potranno ricorrere alla cassa integrazione per pagare i dipendenti messi in pausa per il caldo, che non andrà a erodere le ore a disposizione per le crisi. L’emergenza climatica è considerata, infatti, un evento inevitabile.
La polemica sui rider
Nel frattempo è scoppiata la polemica che riguarda i rider, i fattorini che consegnano per lo più cibo a domicilio e che si muovono con biciclette o motorini. La Cgil rivela che Glovo ha introdotto bonus economici legati alle temperature, che salgono con l’aumentare del caldo. Il sindacato ha attaccato l’azienda per veicolare implicitamente un messaggio che rischia «di trasformare un pericolo per la salute in un incentivo economico». I bonus sarebbero del 2% per le consegne tra i 32 e i 36 gradi, del 4% tra i 36 e i 40, dell’8% per temperature superiori ai 40 gradi. Considerando i bassi salari ampiamente criticati che vengono assegnati dalle compagnie di delivery ai loro fattorini, il bonus aggiungerebbe giusto qualche centesimo in più alla paga.
La Cgil ha scritto a Glovo sottolineando che «nessun compenso può giustificare il lavoro in condizioni di rischio estremo. L’attività con un livello alto di calore deve essere sospesa, la salute viene prima dei bonus». La capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga accusa l’azienda: «Non è chiaro se è un modo per lavarsi la coscienza o la forma più avanzata dello sfruttamento, certo è – aggiunge – che nessun guadagno vale la vita umana». Secondo Calderone, il protocollo firmato al ministero «guarda anche ai rider», ma, come obietta la segretaria della Nidil Cgil Roberta Turi, «i rider sono autonomi, lavorano a cottimo, quindi se si interrompe l’attività
che cosa si prevede come sostegno economico?»




