Referendum 2025: quorum non raggiunto, risultati e reazioni politiche
Sono ormai noti i risultati delle votazioni per i cinque referendum abrogativi. Poco più del 30% degli italiani ha votato. Questo risultato è ben lontano dal quorum da raggiungere, che richiedere che almeno il 50%+1 di italiani aventi diritto possano esprimere il loro voto.
Risultati dei cinque referendum
L’8 e il 9 giugno gli italiani sono stati invitati alle urne per far sentire la propria voce in merito a cinque quesiti: quattro dedicati al lavoro ed uno sulla concessione della cittadinanza italiana. I referendum abrogativi richiedono il raggiungimento del voto di almeno 50%+1 di italiani aventi diritto. Com’è ormai noto, la soglia minima dei votanti non è stata raggiunta, arrivando a circa il 30%, ben distante di 20 punti dall’obiettivo.
Le cinque schede dei referendum dell’8 e 9 giugno 2025.
Foto: Radioholiday.it
Nonostante la scarsa partecipazione, i “pochi” votanti sembrano essere favorevoli all’abrogazione. L’’87,5% ha detto “sì” all’abrogazione delle norme sui licenziamenti illegittimi. Un risultato simile si ha nel quesito sulle indennità delle piccole imprese con l’86 % di “Sì”. Sui contratti a termine, circa 87,5% italiani votanti hanno votato favorevolmente all’abrogazione, mentre l’85,7% ha votato verso la sicurezza negli appalti. Il quesito della cittadinanza italiana è quello più dibattuto, ma che ha comunque fatto prevalere il “Sì” con il 65,3%. Quest’ultimo risultato riflette una progressiva apertura della società.
Reazioni politiche sui risultati
Il mancato quorum dei referendum ha dimostrato come lo strumento referendario si sia trasformato, in questo caso, in un test politico. Già prima delle votazioni alcuni esponenti di destra invitavano gli italiani “ad andare al mare” e non a votare. Tra loro, anche Matteo Salvini, leader della Lega, che cantava già vittoria durante le giornate delle votazioni:
“Oggi in Italia la sinistra porta al voto un referendum per dimezzare gli anni per avere la cittadinanza italiana: verranno bocciati, il popolo non li voterà. La cittadinanza in Italia e in Francia non è un regalo, e per la Lega e i Patrioti bisogna semmai avere regole ancora più severe per diventare cittadini delle nostre nazioni: non basta qualche anno di residenza, occorre dimostrare di conoscere, rispettare e amare la storia, la cultura e legge del Paese che ti ospita, in Italia come in Francia, altrimenti tutti a casa”.
Una volta ufficializzati i risultati, il centrodestra festeggia e si vede rafforzato dal risultato (mancato) alle urne. Il centrosinistra, nonostante la delusione, è motivato a dimostrare la quantità di elettori che è riuscito a portare alle urne (circa 14.000.000 di italiani). La Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein accusa la destra di aver
“fatto una vera e propria campagna di boicottaggio politico e mediatico di questo voto ma hanno ben poco da festeggiare: per questi referendum hanno votato più elettori di quelli che hanno votato la destra mandando Meloni al governo nel 2022. Quando più gente di quella che ti ha votato ti chiede di cambiare una legge dovresti riflettere invece che deriderla.”
Anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte rafforza questo punto del confronto del numero dei votanti al referendum con quello dei votanti per Giorgia Meloni al governo. Il suo obiettivo è quello di evidenziare come il numero di votanti del referendum può apparire “insignificante”, dato il quorum non raggiunto. Tuttavia, un numero minore di elettori è bastato a mandare il Primo Ministro a governare, dimostrando quindi non essere poi così irrisorio. Sempre Conte ha rafforzato il risultato dei votanti: la maggioranza ha detto “Sì”. Questo dimostra una richiesta di molti italiani di tutele sul lavoro che va “al di là dei colori politici”.
Il leader del Movimento 5 Stelle si dice vicino ai cittadini e pronto a lottare per i loro diritti:
“Noi saremo sempre dalla loro parte, dalla parte giusta. E porteremo avanti la battaglia per loro in Parlamento.”




