Donald Trump non lascia ma raddoppia i Dazi su Acciaio e Alluminio: Quali impatti Globali si prevedranno ?
Il 3 giugno 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che raddoppia i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, portandoli dal 25% al 50%. La misura, entrata in vigore il 4 giugno, esclude temporaneamente il Regno Unito grazie a un accordo preliminare noto come “Economic Prosperity Deal” (EPD), che potrebbe però decadere se Londra non rispetterà gli impegni entro il 9 luglio.
L’amministrazione Trump giustifica l’aumento dei dazi come una necessità per proteggere la sicurezza nazionale e rafforzare l’industria manifatturiera americana. Durante una visita a un impianto di U.S. Steel, Trump ha dichiarato che la misura è volta a contrastare la concorrenza estera a basso costo e a stimolare la produzione interna.
Gli impatti sulle relazioni Internazionali ed economiche
L’Unione Europea ha già espresso forte preoccupazione, definendo i dazi “ingiustificati” e minacciando contromisure se non si raggiungerà un accordo entro il 14 luglio. Canada e il Messico, altresì, hanno annunciato tariffe di ritorsione su beni statunitensi per un valore complessivo di oltre 100 miliardi di euro. Secondo l’OCSE, le nuove tariffe potrebbero rallentare la crescita economica globale, con una previsione di crescita del PIL mondiale ridotta al 3,1% per il 2025. Negli Stati Uniti, l’inflazione è attesa al 2,8%, con un possibile aumento dei prezzi in settori chiave come l’automotive, l’elettronica e i beni di consumo.
E l’Italia?
L’Italia, che esporta negli Stati Uniti beni per circa 65 miliardi di euro, è particolarmente esposta. I settori più vulnerabili includono l’automotive, il farmaceutico e l’agroalimentare, con il comparto vinicolo che potrebbe subire dazi fino al 200%, mettendo a rischio un mercato da quasi 2 miliardi di euro. Se le proiezioni dovessero essere queste, per Meloni e per l’economia italiana, già provata dai rincari dei costi dell’energia, sarebbe un bel danno provocato dal Tycoon nonostante lo stesso abbia più volte dichiarato pubblicamente di avere ottimi rapporti diplomatici e personali con l’alleata più stretta in territorio europeo.
Quali scenari attenderci ?
La Casa Bianca ha richiesto proposte concrete da parte dei partner commerciali, con l’obiettivo di negoziare accordi bilaterali. Tuttavia, le tensioni rimangono elevate, e l’efficacia di questa strategia protezionistica è oggetto di dibattito tra economisti e leader internazionali. Uno stallo che di sicuro non fa bene alle economie statunitensi ed europee in un momento storico dove i “nemici” dell’occidente hanno trovato un’unione d’intenti sui grandi orientamenti internazionali tali da porre in atto un riequilibrio internazionale dell’intera comunità.




