“Verso il Bosforo” di Stefano Cascavilla
“Dopo, alla fine te la cavi sempre. Ma prima del dopo, c’è adesso.”
44 città attraversate. 1190 Km percorsi a piedi. Innumerevoli vite intrecciate. “Verso il Bosforo” di Stefano Cascavilla è la storia di un viaggio. La storia di un uomo che, a piedi, parte da Roma con un unico obiettivo. Arrivare a Costantinopoli e arrivarci a piedi.
Questo libro, edito “Ediciclo editore”, potrebbe sembrare una semplice raccolta di pensieri sparsi qua e là. In realtà è una riflessione molto più profonda sul significato ultimo della vita. Una considerazione sulla modernità, sui valori ormai persi e sulla frenesia della quotidianità. Un flusso di coscienza che prende le mosse dalla realtà tangibile, ma che arriva molto più lontano.
Il Viaggio
Come in ogni viaggio, anche in questo, nessun giorno è come un altro. Nessuna certezza, nè sicurezza. Ogni passo un’incognita, ogni incontro un’opportunità. E così, sulla base di questi presupposti, il cammino di Stefano Cascavilla ha inizio sulla madre di tutte le strade: l’Appia antica. Durante il tragitto difficile non dar sfogo ai pensieri che lo portano lontano. Camminare diventa un modo per allontanarsi dalla realtà che ci circonda, con il tempo che scorre lento, e con quella parte del mondo che spesso ignoriamo, presi dalla corsa quotidiana. Diventa un modo per conoscere se stessi. Certo c’è un problema: Che succede “si per caso poi scopri che te stai antipatico?” Se scopri che “proprio nun te sopporti”.
Non un viaggio come gli altri dicevo perchè in questo caso più di ogni altro l’importante non è la meta, ma il cammino. L’importante sono le persone che si incontrano per strada, che ti offrono un caffè incuriosite, le persone che ti offrono un passaggio per sentirsi anche loro partecipi del tuo viaggio. l’importante è la fatica sconfitta, i territori esplorati, le conoscenze che restano. E’ tutto ciò che accade dentro di te. Passo dopo passo puoi conoscere il mondo, Passo dopo passo puoi conoscere te.
E allora non importa la fatica. Tu continua a camminare. Ovunque tu stia andando, ovunque tu voglia arrivare. Forse la meta nemmeno conta davvero. Conta quello che stai facendo adesso. Conta che, passo dopo passo, stai conoscendo te stesso. Che ne sai, magari impari anche a starti simpatico!




