Paraguay: dal dominio spagnolo all’indipendenza
Nel cuore dell’America latina, al confine con la Bolivia, il Brasile e l’argentina, sorge il Paraguay, uno stato senza sbocchi sul mare, ma ricco di fiumi, foreste e tradizioni. Dietro la natura incontaminata che lo contraddistingue si nasconde una nazione dalla storia profonda, segnata da lotte, resilienza e orgoglio.
Il Paraguay prima
Anche il Paraguay, come gli altri paesi iberoamericani, ha conosciuto un prima e un dopo Cristoforo Colombo. L’arrivo degli europei ha infatti radicalmente mutato il futuro del Paese e quello delle popolazioni che lo abitavano. In epoca precolombiana numerose etnie convivevano ed interagivano nell’attuale territorio paraguayano. Lagidi, Pampidi, Payaguas, Amazzonice e Guaraní abitavano la vasta regione tra i fiumi Paraná e Paraguay, e lottavano tra loro per accedere alle aree più fertili, in modo da sviluppare un’agricoltura duratura e ad alto rendimento.
Il Paraguay dopo
Con l’arrivo degli europei nel sedicesimo secolo ebbe inizio un periodo di profondi cambiamenti. A partire dal 1521, il territorio fu attraversato da numerose spedizioni spagnole, che portarono, nel 1537, alla prima colonizzazione stabile. Il 15 agosto di quell’anno fu infatti fondata Asunción, caposaldo strategico contro l’espansione portoghese e punto di partenza per nuove spedizioni verso le regioni meridionali del continente americano.
Con il passare del tempo, gli spagnoli cercarono di consolidare la loro presenza nel territorio, inviando truppe sia dal Perù che dall’attuale Argentina. In questo modo, anche il Paraguay iniziò a seguire le vicende politico-amministrative e socio-economiche delle altre colonie sudamericane. Inserito nel Vicereame del Perù, nel XVII secolo il Paese ospitò numerose missioni gesuitiche
Le missioni Gesuite
Le missioni gesuite svolsero un ruolo cruciale nella storia del Paese. Tra la metà del XVII secolo e i primi anni del XVIII, oltre 100.000 indios furono stabilmente riuniti in comunità organizzate. Queste comunità, fondate sul modello delle reducciones, arrivarono a costituire una sorta di organizzazione autonoma conosciuta come Stato gesuitico del Paraguay. Le reducciones, considerate i più organizzati nuclei economici e culturali del Nuovo Mondo, erano piccoli insediamenti regolati da leggi comuni e ispirati a un modello di vita comunitario cristiano. Il loro scopo era riunire le popolazioni indigene per evangelizzarle, istruirle e proteggerle dagli abusi dei coloni europei.
La prosperità economica, l’elevato grado di autonomia e la tutela degli indios contro i mercanti di schiavi attirarono sui gesuiti l’ostilità delle autorità spagnole e portoghesi. I gesuiti furono così espulsi dal Paraguay e la popolazione indigena fu ridotta in schiavitù o costretta a rifugiarsi nelle foreste.
L’indipendenza
Nel 1776, sotto il regno di Carlo III, fu creato il vicereame del Río de la Plata, con Buenos Aires capitale. Ne fecero parte, oltre all’Argentina, l’Uruguay, l’Alto Perú, la Bolivia e il Paraguay. I fremiti indipendentistici che percorsero tutta l’America Meridionale in seguito all’emancipazione degli Stati Uniti del Nord coinvolsero anche il Paraguay. Quando in varie città sudamericane, tra il 1810 e il 1811, si costituirono giunte patriottiche in vista del distacco dalla Spagna, Asunción fu una delle più sollecite ad aderire. A quel punto però il conflitto non era più solo contro la Spagna, ma anche contro Buenos Aires, che voleva proporsi come nuovo centro di potere. Buenos Aires infattì non intendeva accettare la perdita del Paraguay e inviò, perciò, un esercito verso la provincia ribelle.
Il 9 marzo 1811 i Paraguayani sconfissero gli Argentini. Il 14 maggio successivo, poi, il leader nazionalista José Gaspar Rodriguez de Francia annunciò solennemente l’indipendenza del Paraguay.
14 maggio: festa nazionale
Il 14 maggio rappresenta una data fondamentale per il Paraguay. Da anni è celebrato come giorno della festa nazionale, durante il quale il popolo paraguaiano rende omaggio, con orgoglio, alla propria identità, alla storia e al coraggio di coloro che, nel 1811, guidarono il Paese verso la libertà.




