«Eu Preparedness Union Strategy»: il piano Ue in caso di guerra
Qualche giorno fa ha iniziato a circolare la notizia di un opuscolo che il ministero della Difesa francese inizierà ad inviare ai suoi cittadini a partire da quest’estate, contenente «istruzioni di sopravvivenza» in caso di guerra o di emergenze di vario tipo. L’iniziativa francese prendeva spunto da un modello svedese. Oggi, il tema della sopravvivenza in Europa è divenuto centrale.
Il piano presentato oggi a Bruxelles
Si chiama «Eu Preparedness Union Strategy» e verrà presentata oggi a Bruxelles dalla Commissione europea. Si tratta di una strategia di preparazione e gestione della crisi in territorio europeo. Dove, per crisi, si intende possibili catastrofi climatiche, attacchi informatici, pandemie e, soprattutto, conflitti armati. L’obiettivo è quello di avviare l’iniziativa entro la fine del 2025. Il modello è la relazione, presentata lo scorso ottobre, dall’ex presidente finlandese, Sauli Niinistö, riguardante le modalità per «rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell’Europa». È significativo il fatto che le proposte iniziali siano partite principalmente dai paesi scandinavi, timorosi per la loro vicinanza al confine russo. La «Strategia dell’Unione europea per la preparazione» prevede 30 azioni chiave.
Tra le proposte, un kit di sopravvivenza e una commissione di crisi
La bozza del documento europeo, visionata da El Paìs e La Stampa e che sarà oggi oggetto di discussione a Bruxelles, avanza diverse proposte. Tra le prime, vi è la creazione di un comitato di crisi per le possibili emergenze. Sarà composto dai rappresentanti della Commissione europea, dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza e dei 27 stati membri. Nel documento si parla, poi, di razioni K (il pasto militare giornaliero introdotto negli Stati Uniti nel corso della seconda guerra mondiale). Con esse anche acqua, medicinali, torce, documenti d’identità, fiammiferi e batterie. Il tutto in quella che viene chiamata «borsa di resilienza»: di fatto, un kit di sopravvivenza. La necessità è quella di prepararsi «a incidenti e crisi intersettoriali su larga scala, compresa la possibilità di un’aggressione armata che colpisca uno o più Stati membri».
La commissione europea avanza nella bozza ulteriori proposte. La creazione di una piattaforma digitale capace di segnalare i rifugi disponibili in caso di crisi o emergenza. Il coordinamento, a livello europeo, delle riserve strategiche di materie prime essenziali, medicinali, energia, cibo: uno stoccaggio europeo capace di garantire i beni primari. Il rafforzamento del Centro di coordinamento e del ruolo della Siac (Single Intelligenze Analysis Capacity). Nonché l’istituzione di un servizio satellitare governativo per osservare la Terra dall’alto. I governi, dal loro canto, dovranno rafforzare i sistemi di comunicazione dei rischi nei loro Paesi. Prevista anche una strategia specifica per le scuole e l’istituzione di una «giornata nazionale di preparazione» per intensificare la capacità di prontezza e risposta da parte del cittadino. «La consapevolezza del rischio e delle minacce è essenziale per assicurare che tutti i cittadini diventino partecipanti attivi nella prevenzione dei rischi», si legge nella bozza. Resilienza, preparazione e consapevolezza sono i termini con cui Bruxelles, dalla teoria, passa alla pratica, calando, tuttavia, un’ombra inquietante nel continente della democrazia e diplomazia.




