Proteste a Instanbul per l’arresto del sindaco Imamoglu
Il 19 marzo 2025 il sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu è stato arrestato. Le accuse a suo carico sono quelle di corruzione e di presunti legami con organizzazioni terroristiche. L’arresto del principale esponente di opposizione del presidente Recep Tayyip Erdoğan mette in discussione il futuro della democrazia in Turchia.
Le accuse di corruzione e le proteste in Turchia
Il sindaco di Istanbul İmamoğlu è stato arrestato. Entrato in carica nel 2019, dopo aver battuto il presidente Erdoğan, in carica nella città per ultimi quindici anni. Il suo successo è confermato anche con la vittoria nelle elezioni amministrative dell’anno scorso. Da allora è diventato il principale nemico politico del presidente Erdoğan.
Il sindaco Ekrem İmamoğlu prima delle elezioni del 2019.
Foto: AFP/OZAN KOSE
L’arresto del sindaco di Istanbul è avvenuto di notte, comunicato tramite post su X dal diretto interessato, descrivendo le modalità: un’irruzione di centinaia di poliziotti nella sua casa. In manette anche un centinaio di persone vicine al politico, tra cui uomini d’affari e giornalisti. Le accuse per l’arresto sono legate a corruzione e sostegno del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), che Ankara ritiene un’associazione terroristica. Solo il giorno prima il sindaco si era visto annullare dell’Università di Istanbul il suo titolo di studio, a causa di presunte irregolarità nei processi di ammissione avvenute negli anni ‘90.
La laurea è un requisito necessario alla candidatura presidenziale. Di conseguenza, il sindaco è ineleggibile per le prossime elezioni. L’arresto e la revoca del titolo di studio avvengono in un momento molto delicato: a pochi giorni dalle elezioni primarie del Partito Popolare Repubblicano (CHP), di cui era il favorito per le prossime presidenziali del 2028.
Quanto accaduto ha suscitato indignazione e proteste. Al fine di contenerle, le autorità hanno al momento limitato l’accesso ai media nel Paese ed il divieto di manifestazioni pubbliche per quattro giorni. Questo però non ha fermato migliaia di persone a protestare nelle piazze turche, da Istanbul ad Ankara e Smirne, per far sentire la propria voce. Durante le proteste, alcuni malfunzionamenti sono stati riportati in diversi social network, tra cui Facebook, X e Youtube.
Proteste ad Istanbul per l’arresto del sindaco.
Foto: © ANSA/AFP
I disagi sul rallentamento delle piattaforme social e del caos delle piazze non sono state le uniche conseguenze pubbliche. Dopo l’arresto, la Borsa di Istanbul ha interrotto le contrattazioni dopo grandi cali dell’indice Bist e grandi perdite della lira turca, una tra le più grandi degli ultimi mesi.
Il sindaco İmamoğlu ha commentato la situazione dopo il suo arresto e si è detto fiducioso verso la sua nazione che “darà la risposta necessaria alle bugie, alle cospirazioni, alle trappole, a coloro che violano i diritti delle persone e rubano la volontà del popolo”.




