Ex Ilva: governatore Emiliano, “impegni vincolanti sulla decarbonizzazione”
Venerdì 14 febbraio, scadranno i termini della gara pubblica per l’aggiudicazione dell’impianto pugliese dell’ex Ilva, protagonista del siderurgico in Italia.
Attualmente tra i vari competitor figurano Jindal Steel International (India), Bedrock (Usa) e l’azera Baku Steel. Quest’ultima sembrerebbe l’azienda favorita, in quanto avrebbe proposto un miliardo di euro per rilevare Acciaieria d’Italia, l’azienda che gestisce l’erede di Finsinder e Ilva.
Sulla questione si è espresso il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine del vertice sull’IA al Grand Palais di Parigi. A chi gli ha chiesto se non temesse che i dazi di Donald Trump sull’acciaio potessero complicare la cessione dell’ex Ilva, ha risposto: “non ho preoccupazioni”.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha ribadito che, ad oggi, la grande sfida è rilanciare l’Ilva, ma coniugandola con una serie di esigenze, tra cui ”impegni vincolanti in relazione al processo di decarbonizzazione, […] interventi di ripristino ambientale e con garanzie solide per la tutela dei lavoratori dell’acciaieria e dell’indotto”. Questo è quanto ha dichiarato durante l’audizione nella nona Commissione del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sulla continuità produttiva e occupazionale dell’Ilva.
Ha poi parlato della riduzione del numero di lavoratori (2955 dipendenti di Taranto), stando alla nuova richiesta di cassa integrazione.
Ha espresso una certa preoccupazione: “perché la richiesta di cassa straordinaria dimostra che i livelli produttivi attuali, ma anche quelli attesi nel prossimo futuro, non sono ancora sufficienti a garantire l’equilibrio e la sostenibilità finanziaria. Sotto ai cinque milioni di tonnellate di produzione di acciaio, attualmente la fabbrica ne realizza meno della metà, c’è squilibrio nel rapporto costi-ricavi dell’intero ciclo produttivo”.
Il tema della cessione dell’Ilva rimane dunque non privo di nodi, anche perché ci si sta iniziando a interrogare su un aspetto: la vendita è effettivamente l’unica via percorribile?




