La soft opening del Grand Egyptian Museum del Cairo
Continua l’attesa, che sembra ridursi ormai agli sgoccioli, per la prossima apertura ufficiale del Grand Egyptian Museum del Cairo, il più grande museo del mondo dedicato a una singola civiltà. Al momento, dopo una ventennale attesa, è possibile, grazie alla soft opening dello scorso ottobre, visitare una parte dell’immensa raccolta di monili e manufatti della civiltà nilotica che in parte sono migrati al GEM dal celebre Museo egizio di piazza Tahrir, nel cuore della capitale.

La scelta di collocare la struttura museale a pochi chilometri da Giza risulta più che vincente sia dal punto di vista dei flussi turistici che per la collocazione ad hoc, il GEM, infatti, si immerge in una scenografia da sogno con le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino – meraviglia del mondo antico – a fare da sfondo.
L’area espositiva
I numeri sono davvero impressionanti con circa 500.000 metri quadrati di aree museali, più di 100.000 reperti esposti, 20.000 dei quali per la prima volta offerti al pubblico, tuttavia, rimane Tutankhamon e il suo inestimabile tesoro a rendere il museo un’attrattiva da capogiro. L’esposizione dei tesori del faraone-bambino, che consta di circa 5.500 reperti, è stata curata dal celebre Atelier Brückner che ha disposto i manufatti in un lungo percorso costellato da 107 teche che guideranno il visitatore lungo le due gallerie dedicate a Tutankhamon.

Impossibile non restare affascinati dalla maestosità del colosso di Ramses II, alto 12 metri e pesante più di 80 tonnellate. Questo affascinante simulacro, risalente a 3.200 anni fa, fu scoperto dall’egittologo italiano Giovanni Battista Caviglia, ed è stato ad oggi esposto nell’atrio del museo, insieme alle statue di Tolomeo II e Arsinoe II, per accogliere i visitatori.

Il progetto
La storia del GEM, che sembra adesso iniziare a vedere la luce, si intreccia con la storia modeìrna dell’Egitto. Inizialmente promosso dal governo egiziano nel 2002, ne era stata affidata la progettazione alla Heneghan Peng Architects che ne aveva ideato il concept, per poi passare alla franco-belga BESIX. Dopo una significativa battuta d’arresto coincisa con quella che è passata alla storia come la rivoluzione del Nilo del 2011, si è dovuto attendere il 2014 con la sua maggiore stabilità politica per tornare nuovamente a una fase attuativa dei lavori che adesso, dopo altri dieci anni, ha portato alla cosiddetta soft opening. Attualmente è consentita la visita di dodici tra sale e gallerie insieme alla Piazza dell’Obelisco, alla parte dedicata ai bambini e alle aree giardino, ristorante e negozi.

Il futuro
L’Italia ha sempre mantenuto strettissimi rapporti col mondo culturale egiziano, sin dai tempi delle celebri scoperte di Ernesto Schiaparelli, la cui raccolta adorna le sale del Museo Egizio di Torino. La capitale sabauda continuerà ad essere la prima ad avere la più grande raccolta di reperti egizi al di fuori dall’Egitto. A livello mondiale, però, scenderà in terza posizione dopo l’apertura ufficiale del GEM che diventerà dunque il primo museo al mondo dedicato a un’unica civiltà, seguito solo dal Museo di Piazza Tahrir, sempre al Cairo. Noi, già estasiati da questa apertura parziale, non possiamo che attendere l’operatività a pieno regime di una tra le più grandi attrattive museali mai realizzate.




