Esplosione in un deposito Eni di Calenzano
Questa mattina, 10 dicembre 2024, un’esplosione ha scosso il deposito di carburanti Eni a Calenzano, vicino Firenze, causando un bilancio provvisorio di quattro morti, un disperso e 26 feriti. La tragedia è avvenuta intorno alle 10:20 durante il caricamento di carburante su un’autocisterna. Una perdita di liquido avrebbe innescato la deflagrazione, probabilmente a causa di una scintilla. L’incendio successivo ha coinvolto altri veicoli presenti nel sito, generando un boato avvertito anche a chilometri di distanza e una nube di fumo visibile fino a Firenze.
Tra le vittime confermate, ci sono due camionisti, mentre le operazioni di ricerca continuano per localizzare un lavoratore disperso. Alcuni dei feriti sono stati trasportati in ospedale con gravi ustioni, mentre altri hanno riportato lesioni minori dovute all’impatto dell’esplosione. Il deposito di Calenzano è classificato come impianto a rischio industriale rilevante, soggetto a regolari ispezioni per prevenire incidenti simili. Secondo i primi rapporti, l’ultima verifica ufficiale risalirebbe al 2017, sollevando domande sulle procedure di sicurezza e manutenzione.
Sulla vicenda la procura di Prato ha aperto un’inchiesta “per appurare eventuali responsabilità” e alcuni testimoni che erano sul posto vengono ascoltati in queste ore. Il corpo di Vincenzo Martinelli, autotrasportatore residente a Prato e originario di Napoli, è stato il primo identificato mentre per il secondo servirà l’esame del Dna. Le vittime sono tutti camionisti che con le loto autobotti erano nello stabilimento per fare rifornimento: una perdita di benzina, o forse la fuoriuscita di vapori, hanno provocato lo scoppio che ha fatto saltare in aria gli autocarri, incendiando la pensilina dell’intera struttura e facendo crollare parte dell’edificio del centro direzionale adiacente.
L’incidente ha sollevato preoccupazioni ambientali per l’emissione di sostanze nocive nella zona. Nonostante le fiamme siano state spente rapidamente, il fumo nero generato conteneva residui di idrocarburi e monossido di carbonio, potenzialmente dannosi per la salute pubblica. Le autorità locali stanno monitorando la qualità dell’aria per garantire la sicurezza dei residenti. L’incidente ha messo in pericolo migliaia di persone, a partire dagli abitanti della zona di Calenzano, arteria del bacino industriale della piana fiorentina, ma anche il tratto della vicina autostrada A1, chiusa in quel tratto per ore in entrambe le direzioni così come è stata sospesa la circolazione ferroviaria di alcune linee. Il dipartimento della Protezione civile ha attivato un alert per un raggio di cinque chilometri chiedendo di “tenere chiuse le finestre e di non avvicinarsi alla zona”.
Per il forte odore dovuto alla combustione di idrocarburi nell’area sono state anche distribuite mascherine. Ad assistere per qualche minuto all’intervento dei vigli del fuoco, che in breve tempo sono riusciti spegnere le fiamme cominciando a recuperare i primi corpi, è stato anche il sindaco della cittadina: “Ho visto una scena impressionante, c’è una distruzione totale. Immagino chi era lì a lavorare ed era lì vicino o sotto le infrastrutture di ricarica, quello dev’essere apparso come un inferno. La situazione è indescrivibile”, racconta Giuseppe Carovani.




