Houthi attaccano navi USA, gli ultimi sviluppi in Medio Oriente
Il Pentagono ha confermato che si è verificato un attacco Houthi alle navi americane, nel Mar Rosso, con droni e missili. Procede quindi la campagna avviata un anno fa dal gruppo yemenita filo-iraniano, in solidarietà con Gaza.
Le due operazioni avrebbero coinvolto — secondo quanto dichiarato dal portavoce Yahya Saree — la portaerei Lincoln nel Mar Arabico e due cacciatorpedinieri nel Mar Rosso.
Questi ultimi sono stati attaccati nello stretto di Bad al-Mandeb, ha annunciato il portavoce Pat Ryder. È stato poi confermato che le navi non sono state danneggiate, non ci sono stati feriti e che in realtà la Lincoln non era un target.

Gli Houthi attaccano, in USA si discute
L’attacco degli Houthi è avvenuto durante una serie di visite cruciali in USA.
Prima fra tutte, la visita del presidente israeliano Isaac Herzog a Washington, dove ha dichiarato che «L’Iran è l’impero del male. Il motore dell’antisemitismo». Nello stesso contesto, Trump è stato descritto come «un campione di pace e cooperazione» con Israele.
Anche Ron Dermer, collaboratore di Netanyahu, è in USA, per discutere del quadro libanese. Sui negoziati per la tregua ipotetica fra Hezbollah e Israele, sono emerse diverse opinioni: per i funzionari USA, l’operato dell’inviato Amos Hochstein renderebbe le possibilità di una soluzione sempre maggiori; secondo la tv pubblica Kan vi sarebbero invece non pochi ostacoli, in quanto non si può essere certi che Hezbollah dia il proprio ok al cessate il fuoco deciso da Israele e Usa.
Riguardo a quest’ultimo punto, il governo libanese dovrebbe controllare gli armamenti e impedire che finiscano nelle mani di Hezbollah. Ma, così facendo, l’esercito libanese rimarrebbe “scoperto”, sarebbe l’unica forza militare attiva al sud del paese e, se violasse l’accordo, Israele potrebbe intervenire.

Le tensioni fra Israele, Gaza, Libano e Iran
Per restare sul Libano, il bilancio delle vittime a Beirut continua a crescere: sono 44 le persone uccise e 88 quelle ferite, negli attacchi israeliani delle ultime 24 ore. Hezbollah invece ha continuato ad operare nel nord di Israele, dove 2 uomini sono stati uccisi da un razzo. Il gruppo sciita ha poi dichiarato di aver lanciato diversi ordigni verso il centro di Israele.
Sul fronte iraniano, Netanyahu ha usato parole forti contro Teheran. Tentando di sollevare gli animi del popolo contro la Guida suprema, ha affermato che «Ali Khamenei teme molto di più la gente del suo Paese di quanto tema Israele, e nel frattempo spreca i miliardi dei cittadini in attacchi militari».
Nel mentre, anche Hamas sta continuando ad attaccare Israele, aspetto che tiene accesa la situazione a Gaza.
Gli USA non bloccheranno gli aiuti a Israele
Ed è emerso un altro aspetto decisamente rilevante, evidenziato dal portavoce del Dipartimento di Stato USA, Vedant Patel. Va ricordata la lettera di Anthony Blinken del 13 ottobre, in cui si davano 30 giorni a Israele per soddisfare alcune richieste di aiuti umanitari a Gaza (in particolare, garantire che i civili abbiano cibo e altre necessità a sufficienza).
Patel ha evidenziato come ci siano stati dei progressi da parte di Israele, che potrà quindi continuare a godere degli aiuti militari USA. In altre parole, siccome Israele ha “aiutato” Gaza, potrà ricevere altre armi per proseguire la guerra. Una situazione certamente paradossale.




